La Spal torna in Serie A dopo 49 anni


Da Gaiani a Landi, quanti incroci col calcio molinellese

 

 

Andrea Landi (Spal, 2013-2015)

 

 

14 maggioIeri pomeriggio la Spal è tornata in Serie A dopo 49 anni dall’ultima apparizione nella massima serie. In molte occasioni la vecchia Società Polisportiva Ars et Labor, fondata dai Salesiani nel 1907, ha incrociato la nostra storia calcistica. A partire dal 12 febbraio 1933, quando venne inaugurato lo Stadio. Il calendario di Prima Divisione opponeva quel giorno il Molinella alla Spal capolista. Si giocò nella nebbia e nel fango una partita memorabile, con i ferraresi in vantaggio di 3 gol a 0 allo scadere del primo tempo, prima che un gol di Gaiani ad inizio ripresa innescasse la clamorosa rimonta dei rossoblù locali. Risultato finale: 3-3.

Nel 1935 arrivò a Molinella come allenatore un signore che si chiamava Paolo Mazza, destinato più tardi a lasciare un segno indelebile nella storia del club estense. L’eletrizésta frarèis, titolare di un negozio di materiale elettrico a Portomaggiore, nel giugno del 1936 guidò il Molinella allo spareggio con il Lugo per la promozione in Serie C. Sul neutro di Castel San Pietro, come ricordavamo su queste pagine proprio domenica scorsa, furono però i romagnoli ad imporsi 2-0.

Paolo Mazza, il Presidentissimo della Spal, il Mago di campagna, l’uomo che con Gipo Viani e il conte Lanza di Trabìa inventò praticamente il calciomercato, non si accorse del talento di Augusto Magli, scartato nel 1941 col giudizio poco lusinghiero di “half da torneo”, di essere cioè un mediano adatto alle serie minori e per di più con un piede solo, il sinistro.

Quattro anni dopo, appena finita la guerra, Paolo Mazza venne da Ferrara in bicicletta per prendere accordi con Faust Fiorini, dirigente del Molinella, circa la possibilità di organizzare un’amichevole tra le due squadre. Impossibile giocare a Molinella, in quanto lo Stadio portava ancora i segni dell’alluvione dell’autunno precedente, con gli spogliatoi occupati da alcune famiglie di sfollati. L’amichevole si disputò quindi a Ferrara, ma la trasferta non fu delle più agevoli. “Strade e ponti completamente distrutti. Arrivammo là sul rimorchio di un trattore ...”, ricordava in un’intervista Mario Evangelisti, che nell’occasione segnò il gol del provvisorio vantaggio del Molinella, prima che la Spal dilagasse 10-1.

A fine partita, l’autore dell’unico gol rossoblu e Augusto Magli vennero invitati dal Presidentissimo a sostenere un ulteriore provino contro il Padova. Magli, però, era già tesserato con la Fiorentina e non cambiò idea per la promessa di un motorino. Anche Evangelisti declinò l’invito: all’esito incerto di un provino, preferì un posto sicuro in Comune.

Poi, le nostre strade si divisero. Nel 1951 la Spal si affacciò per la prima volta ai quartieri alti del calcio. 5^ in campionato nel 1959, finalista di Coppa Italia nel 62, la formazione biancoazzurra rimase in Serie A fino al 1964, quando retrocesse tra i Cadetti. Tornò in A l’anno seguente, per restarvi fino al 1968. Al termine di quella stagione, precipitò di nuovo in B e, subito dopo, in C.

Ma era ancora la Spal del presidente Mazza, quella che alla fine di agosto del 1971 venne a giocare a Molinella “un’amichevole di lusso organizzata dalla Polisportiva e dal Comune per l’inaugurazione del nuovo impianto d’illuminazione notturna allo stadio”. Spalti gremiti in ogni ordine di posti, come si diceva una volta. Il pubblico che aveva preso d’assalto le biglietterie, al fischio d’inizio, stanco di stare in fila col rischio di perdersi parte dello spettacolo, scavalcò la mura e si riversò in tribuna. Il Molinella di Bianchi, quella sera in maglia gialla fosforescente con risvolti rossoblu, schierava per la prima volta Joseph Klarner. C’era curiosità di vedere all’opera il tedesco, che si diceva avesse giocato con Gerd Müller. Vinse 8-0 la Spal di mister Meucci, di Saul Malatrasi, che solo due anni prima aveva vinto la Coppa dei Campioni col Milan, di Gigi Delneri, attuale allenatore dell’Udinese, di Gibellini e Cariolato, di Zanolla, Vecchiè e Boldrini.

Una curiosa particolarità dei ferraresi è quella di identificare la loro squadra con lo stadio. Andén a la Spal significa, appunto, andiamo a vedere la partita. E quando la Spal era ancora in auge, prima che il tifo degenerasse in rissa quotidiana, molti sportivi di diversa fede calcistica partivano la domenica pomeriggio anche da Molinella per andare alla Spal.

Aveva giocato nella Spal (una presenza in Coppa Italia alla fine degli anni ’50) Ugo Gualandi, detto Gacci, per molti “il miglior portiere dell’epoca di Bentivogli”. Era stato a suo tempo “un giovane leone della Spal” anche Edy Reja, che nel 1977. ormai a fine carriera, arrivò a Molinella per puntellare la squadra neopromossa in Serie D.

E’ quello anche il periodo in cui cominciano a farsi più frequenti i confronti a livello giovanile. E mentre Gazzaneo e Sarti, nel 1979, vanno al Bologna, Ansaloni jr e Benetti prenderanno la via di Ferrara, avanguardie di una colonia di molinellesi in maglia biancazzurra che andrà ingrossandosi soprattutto alla fine del decennio successivo. Ne faranno parte, tutti provenienti dall’US Reno, Ponti, Masotti e Temporin, Grassi, Frascari e Romito, Monti e Zaffagnini. E poi ancora, Amadori (dal Molinella), e ultimi in ordine di tempo, Montanari e Guerra passato recentemente al Bologna.

Con la maglia della Spal Andrea Zaffagnini, ora all’Albinoleffe, ha vinto lo scudetto di Campione d'Italia Giovanissim Serie C e nel 2005 ha debuttato in prima squadra contro l’Avellino. A lanciarlo nel calcio che conta fu precisamente Massimiliano Allegri, l’attuale tecnico della Juventus.

Ma il calciatore molinellese che ha davvero contribuito alla rinascita della società estense, l’espressione autentica del nuovo corso biancoazzurro rappresentato dal presidente Mattioli e dal patron Colombarini, è stato indubbiamente Andrea Landi, che nel 2013 ha seguito la nuova proprietà dalla Giacomense alla Spal. Con 50 presenze e 4 gol in maglia biancoazzurra, con la sua generosità in campo, si era guadagnato il favore del pubblico che ne aveva fatto il proprio beniamino e della stampa ferrarese, dalla quale veniva indicato come un pilastro della ricostruzione. Ma due anni fa, proprio alla vigilia del ritorno in B, le scelte tecniche di mister Semplici hanno preso un’altra direzione.

 

(Martelli / Michielon)

 

 

 

 

 

 

 

 

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