Il Calcio sui Maccheroni: l'epopea della Trattoria del Moro, regina dei tornei estivi

 

Trattoria del Moro: tifosi in festa per la vittoria

 

 

Ogni anno, in questa stagione, ad infiammare i cuori dei vecchi sportivi molinellesi, torna più forte che mai la nostalgia dei tornei estivi, di quelle leggendarie sfide tra bar per la supremazia calcistica cittadina di cui non si è ancora persa l’eco. Nei ricordi di Cesare Trebbi e Sergio Barbieri, rivive qui l’epopea della Trattoria del Moro. Un articolo di Antonio Michielon

 

 

Negli anni in cui Bar Stazione e Andy Capp Bar si fronteggiavano a suon di gol, a Molinella si faceva largo una terza forza che aveva sede presso la Trattoria del Moro in Via Andrea Costa.

Era un gruppo ben organizzato ed affiatato, quello del Moro, che faceva della promozione sportiva il suo cavallo di battaglia. Numerose le iniziative messe in campo in quegli anni: l’organizzazione della prima camminata in paese (diventata poi La Vallazza); un torneo di ping pong alla Casa del Popolo che nella miglior tradizione di Guareschi vide trionfare don Enzo, il cappellano di Molinella; il Veglione Rossoblu del 1978, con l’elezione della miss; il gioco della ruota per la fiera del paese, il cui ricavato andò al Molinella Calcio appena promosso in Serie D.

L’entusiasmo di quella promozione portò il gruppo ad istituire un premio per il miglior giocatore di tutta la competizione, ad organizzare il pullman per la trasferta di Ancona alla prima di campionato e a seguire le vicende della squadra del presidente Stagni per tutta la stagione. I ragazzi della Trattoria del Moro gestirono per un certo periodo ingresso e ristoro della pista da motocross, frequentata ogni fine settimana da tanti appassionati delle due ruote. Alla Trattoria del Moro va anche il merito di aver scoperto e schierato per la prima volta a Molinella, nel ’71, il tedesco Klarner, diventato poi il formidabile bomber che sappiamo.

 

Torneo di Molinella, 1971

 

Mille lire al mese (per fare il verso alla nota canzone) era la quota che i frequentatori della Trattoria del Moro versavano volontariamente per autofinanziarsi in vista dei tornei estivi di calcio. A comiciare dal Torneo di Molinella del 1971, quando il Moro si aggiudicò il derbyssimo, battendo in finale la Stazione, per ripetersi dieci anni dopo, con la sponsorizzazione dell’Autoscuola Piazzi, qundo ad arrendersi (1-3) alla squadra di Trebbi & Barbieri fu la Capca Boccaleone.

In quell’arco di tempo, tra il 1971 e il 1981, è racchiusa grosso modo tutta l’epopea calcistica della Trattoria del Moro, la cui stella brillò anche a Granarolo, a Dogato e a Monestirolo. Ma il vero capolavoro di quella squadra furono le due vittorie consecutive al Torneo di Portomaggiore, una sorta di “Mundialito”, in cui le squadre partecipanti non badavano a spese per garantirsi le prestazioni di giocatori professionisti.

 

 

Torneo di Portomaggiore, 1979

 

 

Nell’edizione del 1979, la Trattoria del Moro, sotto di 3 gol all’intervallo, sconfisse l’Ostellato per 5-3 in un finale di partita memorabile. L’anno successivo fu il Quartiere del milanista Buriani a soccombere. La squadra del Moro, che indossava le maglie azzurre modello inglese dell’Admiral (così da meritarsi l’appellativo di Blu Angels), si affidava a tre blocchi composti da giocatori del Molinella, Imolese e Goro, più alcune individualità come Tivelli, bomber della Cavese, Paesanti.e Manservigi dell’Adriese, quest’ultimo capocannoniere di un’edizione del torneo.

Tra gli aneddoti del Torneo Portomaggiore si racconta della prima apparizione di Tivelli Costante che negli spogliatoi, vestito a festa prima della partita, esordì con la filastrocca: “Sono Costante dallo scatto bruciante e dal tiro fulminante!”, doti che, nel primo tempo, non riuscì però a mettere in mostra, scatenando le ire dei compagni. Fu Tampieri del Voltana, leader della squadra, a prendere in mano la situazione, chiudendosi dentro lo spogliatoio con Tivelli, loro due da soli, la porta chiusa a chiave. Non è dato sapere cosa si siano detti in quel colloquio molto riservato, ma alla ripresa del gioco Tivelli apparve letteralmente trasformato.

Si sa che queste partite, per molti giocatori, erano fonte di notevoli guadagni, sulla base di accordi presi spesso all’istante, senza l’intervento dei procuratori. Nella prima finale, Paesanti, giocatore dalle qualità sopraffine eppure vittima di un tenore di vita esagerato, aveva concordato una certa cifra per ogni rete segnata. Ma la fortuna sembrò accanirsi contro lui. Al secondo palo colpito, con la prospettiva di non riuscire ad intascare nulla in quella maledetta serata, ad un certo punto si avvicinò alla panchina, chiedendo una somma almeno dimezzata vista la malasorte. Ma la pronta risposta che la palla voleva dentro la porta e non fuori, lo gelò!

 

Trattoria del Moro: foto di gruppo in un interno

 

 

Nota fin dalla metà dell’800 come l’ustarî ad Balsamén (dove – come scrive il dottor Calori nel libro Un mondo che scompare - avventore e cavallo entravano dalla stessa porta, perché lo stallatico era sul retro e altri ingressi non ce n’erano), l’antica Trattoria del Moro non esiste più da anni. Il tempo ha vinto l’ultima partita. Oggi una pizzeria da asporto e un negozio di parrucchiera ne hanno raccolto l’eredità. Delle sfide infuocate degli anni ‘70/80, con l’inevitabile coda di polemiche che si trascinavano per tutta l’estate, non rimangono che alcune fotografie ingiallite. Molti protagonisti di quella stagione sembrano scomparsi in un vuoto di memoria. In quella sorta di “Triangolo delle Bermuda”, dove tutto sparisce e nulla ritorna, se non qualche volta sulle pagine del Caffè.

Antonio Michielon

 

Gli Amici della Trattoria del Moro

 

 

Nota finale: la redazione di Duecaffè ringrazia Cesare Trebbi e Sergio Barbieri per aver consentito la riproduzione di numerose fotografie che rappresentano un prezioso patrimonio della nostra storia sportiva.

 

 

 

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