Addio Totocalcio! Nel 1949, Raul Mazzoni fu il primo fortunato vincitore molinellese

 

  



Un emendamento alla contestata Legge di Stabilità, che prevede tra le altre cose anche la “Riforma dei Concorsi Pronostici Sportivi”, manda in pensione la schedina del Totocalcio, il gioco inventato dal giornalista triestino Massimo Della Pergola nel 1946.

Partito un po’ in sordina, con una vincita di 463mila lire, che il 5 maggio 1946 aveva premiato il signor Biasetti di Milano, il mito miliardario della schedina, che per decenni ha alimentato i sogni degli italiani e finanziato tutto lo sport del nostro paese, negli ultimi tempi era andato progressivamente spegnendosi, da quel 7 novembre 1993, quando tre giocatori si misero in tasca la bellezza di oltre 5 miliardi ciascuno. Vincita record, mai più eguagliata, mentre il montepremi scendeva da una cifra equivalente a 800 milioni di euro agli 8 milioni del 2017.

Nei giorni scorsi, la Gazzetta dello Sport ha raccontato con accenti affettuosi la scomparsa della schedina, ricordandone addirittura l’uso improprio che se ne faceva una volta esaurita la sua funzione specifica: Quelle da buttare, i tabaccai le usavano per incartare le sigarette sfuse, i barbieri per pulire il rasoio dalla schiuma da barba, i bambini per fare le frecce delle cerbottane, ...”. Compagna inseparabile della domenica pomeriggio degli italiani, raramente accarezzata, quasi sempre strapazzata, insultata o fatta a pezzi, la schedina del Totocalcio ha accompagnato l’Italia e gli italiani dagli anni del boom e della rinascita fino alla crisi recente.

Una storia gloriosa, che anche noi di Molinella, in qualche rara occasione, abbiamo contribuito a scrivere.

A partire dal Concorso Numero 3/1949, quando la schedina della Sisal (all’inizio si chiamava così) costava 30 lire e pagava i 12 e gli 11 perché il 13 non c’era ancora (sarebbe stato introdotto solo nel 1951). Quella domenica, era il 25 settembre, Raul Mazzoni di Marmorta, “ex portiere del Molinella negli anni 30 ed attuale portinaio del Municipio”, come scriveva La Voce di Molinella, vinse con l’11 “la discreta sommetta di 9mila lire”. Mazzoni aveva sbagliato solo il pronostico della partita Bologna-Pro Patria 3-1. “Se avesse messo 1 (anziché X) avrebbe vinto vinto quasi mezzo milione di lire con cui avrebbe potuto comprarsi un’automobile fuoriserie, precisava il giornale comunista, aggiungendo a scanso di equivoci e per facilitarne l’identificazione che “il fortunatissimo Mazzoni, per chi non lo sapesse, è il marito della Reclusa”.

Per voce di popolo, Raul Mazzoni, noto alle cronache sportive molinellesi come l’ex portiere del Molinella che nel febbraio del 1933, quando si inaugurò lo Stadio Comunale, aveva respinto gli assalti della Spal, inchiodando i biancoazzurri sul risultato di 3-3, è dunque il primo molinellese ad aver vinto al Totocalcio. Se, prima di lui, ve ne furono altri, questi non hanno evidentemente lasciato impronte leggibili sulla schedina. Avranno probabilmente incassato la vincita in gran segreto, come si diceva avesse fatto l’anno dopo, nel marzo del 1950, un noto dentista di Molinella che, in società con amici, era stato baciato dalla fortuna presso la ricevitoria del Caffè Biffi a Milano. “Il calcio me li ha dati e al calcio li restituisco”, disse uno dei fortunati soci del dentista, che utilizzò infatti la sua quota per regalarsi il viaggio e un memorabile soggiorno sulle rive del Bel Danubio Blu, in occasione di una partita della Nazionale al Prater di Vienna.

Tornando al primo vincitore della Sisal, le cronache sportive tornarono ad occuparsi di lui nella primavera del 1957: il suo nome figura infatti tra i fondatori della Società Pescatori Molinella, i quali scelsero “come mascotte benaugurante del nuovo sodalizio il pesce rosso del signor Mazzoni di Marmorta, perché era sottovetro da 19 anni e non moriva mai”.

 

   

 

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