Molinella, Ground Zero 2: il cratere dell'ex Pancaldi

 

 


Dopo lo Zuccherificio, un altro “buco” ferisce il panorama e la memoria dei molinellesi. E’ stata demolita l’ex fabbrica Pancaldi e spianata tutta l’area intorno. Chiuso da anni, il calzaturificio era stato inaugurato il 7 agosto 1960, all’alba dell’industrializzazione del paese.

 

 


C’era già la Fornace Menarini, che dal 1956 dava lavoro a circa 60 operai. Fino a pochi anni prima, dietro le scuole nuove c’erano i campi e, prima ancora, le risaie. Nel 1960 si moltiplicano i cantieri. Ci sono già le Industrie Nobili (tacchificio e motopompe), che si sono appena trasferite dalla storica sede di via Mazzini nei nuovi capannoni della zona industriale. C’è l’Impresa Bocchi per lavori di corda e spago. A Marmorta, nel vecchio stabilimento Dal Rio, c’è l’Ilpa, per la trasformazione dei prodotti agricoli. E c’è naturalmente lo Zuccherificio, la più vecchia delle fabbriche molinellesi, sorta nel lontano 1924. Quando apre il Calzaturificio Pan-Bo di Pancaldi, i molinellesi che trovano lavoro nell’industria sono già più di 400. Fra qualche anno saranno 1300, perché stanno per iniziare la produzione anche la Cenacchi (arredamenti artistici) e la Fonderia Lorenzini. La ditta Sel.Ma per la lavorazione del marmo ha già acquistato il terreno ed è anch’essa pronta a partire. Così pure il mangimificio Provisole.

 


 


Dati alla mano, Molinella è ormai un paese industriale, maturo e moderno”, scriveva alla vigilia delle Elezioni l’onorevole Martoni, che nel 1960 sarà di nuovo sindaco, a garanzia del fatto che, con lui, “il progresso non si fermerà”.

Gli Anni 60, per noi molinellesi, sono stati gli anni di una straordinaria trasformazione: “una rivoluzione silenziosa – secondo don Gardini - che cambiò radicalmente le nostre vecchie abitudini contadine, un modo di vivere basato da sempre sui ritmi lenti della terra”. Il vero “sorpasso”, di cui siamo stati artefici o vittime, e comunque testimoni un po’ distratti, è stato dunque quello dell’industria sull’agricoltura. La popolazione agricola, che nel 1901 rappresentava a Molinella quasi il 92% della forza lavoro, si è progressivamente ridotta e nel 1966 scenderà sotto il 50%. Bastano queste cifre a dare un’idea del cambiamento in atto: nel 1960 i giovani iscritti al collocamento nell’industria sono già 382, contro i 98 iscritti in agricoltura.

 

 


Prima della fine di quel decennio vedremo morire definitivamente anche le risaie, il cui declino, a dire la verità, era cominciato oltre mezzo secolo prima. I diserbanti chimici avevano reso inutile la monda, le macchine sostituito il taglio a mano.

Oltre i tetti delle fabbriche, il paesaggio è sempre lo stesso.C’è solo un vuoto: le mondine non ci sono più”. Ripensando ai primi sessant’anni del secolo scorso, “quel vuoto è come una voragine, buona soltanto a contenere ricordi”. Scriveva così Irea Gualandi, nel 1971, senza immaginare che quasi 50 anni dopo saremmo stati di nuovo qui a parlare, questa volta, del silenzio delle fabbriche, di altri buchi come voragini, buoni a contenere solo i ricordi della civiltà industriale.

 

 

 


C'era una volta la fabbrica Pancaldi ...

Le foto di Tiberio Ventura per Repubblica.it - 7 giugno 2015:

Link > http://www.duecaffe.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5566:il-caffe-della-domenica-2015-06-06-15-06-54&catid=61&Itemid=238

 

 

 

 

Testi e Foto a cura di Antonio Michielon, Andrea Martelli e Claudio Decataldo

 

   

 

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