Bologna 110. Molinella al compleanno dei cugini rossoblu

 

 

 

Il 3 ottobre, giovedì scorso, il glorioso Bologna Football Club ha compiuto 110 anni. Un bel traguardo, che anche noi arriveremo tra neppure 2 anni. Bologna 1909-Molinella 1911.

Sono tante le cose, i fatti e le persone che ci accomunano ai nostri “cugini” di città. A partire dal colore delle maglie, che il Molinella adottò negli anni’20 per emulare il Bologna avviato alla conquista del suo primo scudetto.

 

 

  

Giuseppe Martelli; a destra: figurina 1927


 

Era di Molinella, nato dalle parti della Spadona nel 1901, quel Giuseppe Martelli, noto come Martlén (o Martelli I°) che il 5 giugno 1927 segnò contro il Genoa il primo gol del Bologna al Littoriale, oggi Stadio Dall’Ara. 

Le storie di paese raccontano che Valter Spanazzi, convocato nel dicembre del 1938 dal grande Hermann Felsner (l’allenatore del Bologna che voleva fare del terzino molinellese “un altro Gasperi”), aveva già in tasca il biglietto del treno, ma, arrivato in stazione, tornò indietro perché preferiva essere il capitano del Molinella piuttosto che una riserva nello squadrone che, allora, faceva davvero tremare il mondo.

 

 

  

Pierino Ghetti; a destra una formazione del Bologna 1974-75

 

Per uno che tornò indietro, altri molinellesi sono andati e hanno indossato con onore la maglia del Bologna. Dal quasi sconosciuto Arcangelo Zerbini, difensore, classe 1920, di San Martino in Argine, che giocò nel Bologna due campionati di guerra prima di essere ceduto al Bari, ai più famosi Pierino Ghetti e Francesco Gazzaneo. Grazie a Ghetti, Molinella entrò per la prima volta nell’album delle figurine Panini.

 

  

Francesco Gazzaneo; a dstra: una formazione del Bologna 1984-85

 

 

Martelli (19 gol in 115 partite in Serie A tra il 1923 e il 1929; 2 scudetti, 1925, 1929), Zerbini (1 gol in 21 partite in A tra il 1942 e il 1945), Ghetti (11 gol in 89 partite in A, tra il 1971 e il 1975; una Coppa Italia,1974) e Gazzaneo (1 gol in 88 partite tra Serie C 1983 e Serie B 1986; uno scudetto Allievi, 1982), tutti insieme hanno dato al Bologna 32 gol, contribuendo alla conquista di 2 scudetti e una Coppa Italia.

 

Non li nominiamo per paura di dimenticarne qualcuno, ma sono stati tantissimi, da Giorgio Fabbri e Anzio Zagni nei primissimi anni ‘60 ad oggi, i ragazzi di Molinella che hanno messo in valigia il sogno di diventare giocatori veri e magari non sono andati oltre il Settore Giovanile. Dalla squadra riserve del Bologna, la De Martino, allora allenata da Biavati, arrivò qui un giorno il terzino Antonio Della Rovere, il quale, insignito nel frattempo del titolo di Don, mise la stessa grinta e la stessa passione a servizio delle parrocchie di Molinella, Selva e Marmorta.

Il nostro paese accolse da sfollato Ettore Puricelli (la moglie, bolognese, aveva parenti alla Ca’ Tònda) e il campione uruguaiano del Bologna, due volte capocannoniere del campionato italiano, giocò con la maglia del Molinella alcune amichevoli del tempo di guerra.

Mario Gianni, mitico portiere soprannominato “il Gatto Magico” (3 scudetti e 2 Coppe Europa col Bologna, 6 volte nazionale) e Pietro Genovesi, centromediano, (2 scudetti, 10 presenze in Nazionale, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Amsterdam 1928), due che insomma hanno fatto la Storia del Grande Bologna, vennero a spendere la loro scienza calcistica a Molinella, da allenatori, ai tempi gloriosi della C e della B.

Molti anni dopo, Edy Reja ha fatto invece il cammino inverso: dalla panchina del Molinella, passando per altre società, è approdato al Bologna, che nel 1993 annaspava in Serie C. Nei primi anni ‘70, un altro ex del Molinella, Gastone Mazzanti, si affermò come tecnico della Primavera del Bologna ed ebbe una parte importante nella crescita di Pecci, Colomba e Fiorini.

Qualche anno dopo, il Molinella, salito nel frattempo agli onori della Serie D, accolse in squadra uno stuolo di giovani promesse del Bologna con tanti figli d’arte: Cervellati, Perani Battara sono nomi ugualmente cari ai tifosi, siano essi bolognesi o molinellesi.

Gli almanacchi non riportano alcuna partita ufficiale tra il Bologna e il Molinella se non nel Campionato di Terza Divisione 1927, dove però il Bologna schierava la Squadra Riserve. Tante sono state invece le amichevoli che si sono disputate sul nostro campo. I ricordi cominciano nell’autunno del 1938, quando a Molinella si esibì il Bologna dei neo campioni del mondo Biavati e Andreolo, e proseguono nel tempo con le comparsate molinellesi dei vari Cappello e Nielsen, Savoldi e Marronaro, fino all’ultimo Di Vaio nel 2008.

Memorabile più di ogni altra l’unica amichevole che il Molinella disputò sul campo del Bologna. Accadde il 3 luglio 1939, quando i rossoblu di casa, appena promossi in B, fecero una “passerella notturna al Littoriale”, ospiti del Bologna, fresco campione d’Italia, che aveva organizzato l’amichevole, come scriveva Weiss Ruffilli sul Resto del Carlino, “per prepararsi alla prossima sfida di Coppa Europa con il Ferencvaros. Andarono in gol uno dopo l’altro Puricelli, Biavati, Sansone e Andreolo, ma la partita, bella e vibrante, giocata davanti a 4mila spettatori, esaltò anche il valore di Medola, Spanazzi e Spadoni, autore, quest’ultimo, dell’unico gol del Molinella. Vedrete che questo Molinella farà bella figura anche tra i Cadetti”.

C’è, in queste righe, tutto il sapore delle cose perdute. Noi in B e il Bologna in Champion... Bei tempi, queli! Ma se stiamo qui a pensare a ciò che eravamo, non ne veniamo più fuori, né noi né loro. E allora, tanti auguri Vecchio Bologna! Che questo compleanno ti restituisca almeno un po’ della gloria antica. A cominciare da oggi, contro la Lazio.

 

(Da un articolo pubblicato sul Caffè n.3/2009, modificato)

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

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