C'era una volta L'Aperitivo. 50 anni fa il primo numero

 



 

Il 18 ottobre 1969, cinquant’anni fa meno qualche giorno, vedeva la luce il primo numero dell’Aperitivo, “periodico semiserio di attualità sportiva, ciclostilato in proprio (dicasi pure improprio) dal direttore irresponsabile Mario Zentrell”.

L’Aperitivo fu il primo giornalino sportivo di Molinella. L’inventore e l’anima del giornale era Mario Zentrell, alias Renzo Martelli, professore alle Fioravanti e, all’epoca, anche assessore allo sport, che aveva in Luigi Assirelli e Olindo Martelli i suoi principali collaboratori, anche se, in pratica, “faceva tutto lui”.

La redazione, dove si custodiva con cura il vecchio ciclostyle, testimone di tante battaglie politiche, era alloggiata in un locale sopra il Bar Leon d’Oro. Il giornale si stampava la domenica mattina e, ancora fresco d’inchiostro, veniva quindi portato nei bar di piazza per un assaggio.

Distribuito gratuitamente allo stadio quando il Molinella giocava in casa, L’Aperitivo era la gustosissima anteprima alle abbuffate di gol che bomber Osti e compagni regalavano ogni domenica ai tifosi rossoblu. Prima di farne un parasole o un cuscino, si sfogliava L’Aperitivo per ingannare l’attesa della partita contro avversari che, all’epoca, in 2^ Categoria, si chiamavano Lugo, Savarna, San Pietro in Vincoli, Russi, ecc…

E fu proprio in occasione della sfida casalinga con il Russi alla quarta giornata che i tifosi del Molinella trovarono sul bancone del bar della tribuna il primo numero dell’Aperitivo, la cui uscita coincise con la prima vittoria in campionato del Molinella di Bianchi.

E’ partita ormai da quattro giornate, verniciata di speranze e illusioni, cromata di scalpitante euforia, con le gioie elettrizzanti sul frontale aggressivo e i magoni nel bagagliaio, questa meravigliosa macchina che è il campionato di calcio”.

Così Zentrell nel suo pezzo d’apertura. Dopo una sconfitta e due pareggi nelle prime tre partite, interpretando al meglio “”la scalpitante euforia” del direttore dell’Aperitivo, quella domenica la truppa rossoblu cambiò finalmente marcia e il successo sul Russi (3-2) inaugurò l’entusiasmante cavalcata, che si concluse in giugno dell’anno dopo con la promozione del Molinella alla categoria superiore.

L’Aperitivo, scriveva ancora Zentrell, “vorrebbe allacciare un filo tra i ragazzi che si battono sul campo, coloro che fanno del loro meglio per guidarli e il tifoso della strada e del caffè sempre pronto a esaltare o distruggere i suoi dei (…) Per le squadre di serie A è facile tenere desta l’attenzione e l’interessamento del tifoso. Il campione di serie A non muove passo senza che tutta la stampa quotidiana, sportiva e non, informi il ‘popdpolo’. Tutti sanno quanti brufoli ha sul naso Riva o di quanti centimetri muove il deretano Anastasi con una finta, ma in quanti sanno o si preoccupano se, come è successo, un ragazzo del Molinella, Parisini si è spezzato una gamba durante la partita? Eppure, vi assicuriamo che Anastasi e il nostro ragazzo sono fatti entrambi di ciccia, di ossi e di pelo e anche di cuore, e state sicuri che non c’è quel mezzo miliardo di differenza di cui scrivono i giornali (…) Non vogliamo scansare le critiche, anzi noi le critiche, le cerchiamo col lumino, perché se c’è la critica l’interesse è desto e ben vivo e questo è quello che tutti noi desideriamo e ci auguriamo. Siateci dunque vicini, criticateci, aiutateci, sosteneteci (…) Noi saremo qui, con il nostro giornale (si fa per dire), quando potremo e cercheremo di illustrarvi e di spiegarvi le nostre intenzioni le nostre iniziative, chiedendo anche il vostro parere il vostro consiglio nell’intento di rinvigorire o rinverdire la tradizione rossoblu.

In quel primo numero, cinque pagine fitte d’inchiostro e una, l’ultima, rimasta bianca, si legge di “obiettivi raggiunti e da raggiungere”da parte di una società che aveva appena eletto presidente Mauro Bianchi (fratello di Edgardo, l’allenatore), dopo aver chiuso il campionato precedente al 4° posto, con una squadra rifatta di sana pianta e con un utile di bilancio di oltre 900mila lire. Poi, spazio al parco giocatori (circa 100 tesserati tra Seconda e Terza Categoria, Allievi e Centro Nagc), ai risultati e alle classifiche di tutte le squadre. Per chiudere con i ritratti di Giurgiòn Bandèt, il supertifoso; di Camion e Coupé, vale a dire Ringo Mantovani e Luigi Deserti, coppia di centrali ben assortita; di bomber Osti, 33 gol l’anno prima a Dogato; e, infine, di Venturoli, il Veleno nella coda.

Verrebbe voglia di fermarsi e rileggere tutta la raccolta del giornale. Ma non c’è tempo. Il tempo corre veloce. Così finì presto anche la stagione dell’Aperitivo, che chiuse i battenti alla fine del campionato 1971-72.

Tornò con un numero speciale in maggio del 1990, per celebrare la promozione in Eccellenza del Molinella, che schierava, tra gli altri, un giovanissimo Alessandro Montanari. Ma non era più L’Aperitivo di una volta, solo una copia sbiadita dell’originale.A quel punto, però, era quasi l’ora del Caffè. (am)

 

 

 

 

   

 

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