Ritorno al Cinema. Un momento che i molinellesi aspettavano da 28 anni

 

 

Foto / Interno Cinema

 

 

Articolo di Sandro Bertocchi

 

Fu tutto merito del detective Eddie Valiant se alla fine il Coniglio potè coronare il suo sogno e riabbracciare la conturbante Jessica.

Il 21 maggio 1991 il Vecchio Cinema Comunale, in un ultimo sussulto, fece in tempo a raccontarci le peripezie di Roger Rabbit: la notte stessa qualcuno spense per sempre le sue luci. Quei palchi maltrattati dagli anni e quella “vela incantata” che fin da ragazzini aveva rapito noi e ispirato il nostro Gianfranco Mingozzi rimasero prigionieri della tetra facciata che dava sul Corso. Il Tempo, bieco sodale del terribile giudice Morton persecutore di “cartoni”, avrebbe costretto all’oblio quel piccolo universo di persone e di rituali che nei lustri avevano frequentato il Cinema. Cosa ne sarebbe stato della Rina, cassiera versatile e (quasi) incorruttibile censore di carte d’identità, e del pittoresco Angiulla, il marito che a fine proiezione si precipitava da lei a millantare fedeltà? E la signora Elvira, la barista, come avrebbe più potuto versare whisky torbato ad un Conte Bejor tracimante cultura e fragranze di muschi? Il Conte dottor Bejor, comproprietario della sala cinematografica, nei sabati sera di promettente afflusso, appoggiato signorilmente alla cassa non avrebbe più dispensato sorrisi, stretto mani, raccontato sottovoce di certe sue avventure, quelle si censurabili, altro che quelle scialbe inquadrature di seni semiscoperti per altro così gradite al pubblico del sabato sera! Chi avrebbe più intimorito l’improvviso bagliore della torcia elettrica di Muzzi, l’imponente maschera perennemente a caccia di abbracci clandestini? E il luccichio dei preziosi oggetti d’oro, mostrati furtivamente da Pierino Bargellesi, l’eclettico tuttofare di sala, chi avrebbe più allettato? Cosa ne sarebbe stato di “noi della prima galleria” appassionati del grande schermo e costretti a forzate trasferte in città?

Il 30 novembre 2019 apre il nuovo ambizioso Cinema Teatro che verosimilmente proporrà pellicole di prima visione alternate alle stagioni teatrali (a queste ultime sovrintenderà ancora il bravo e professionale Marchesini) e ad altri eventi. Allora ci verrà in soccorso l’ Immaginazione, la sola terra da cui, sosteneva Thomas Mann, nessuno rischierà mai di essere cacciato. Inguaribili nostalgici, popoleremo le nuove avveniristiche sale di quei personaggi e di quelle emozioni che il Tempo, spietato, vorrebbe dissolvere, alla maniera del giudice Morton, nella “salamoia” degli anni.

 

 

   

 

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