Ricordo di Giorgio Bolzacchini, ciclista di Marmorta

 

 

 

Per il ciclismo molinellese, il 1951 fu l’anno della rinascita. Il 25 aprile, “dopo il restauro ad opera di un gruppo di volontari dello sport organizzati dal Sindaco Nobili, nel corso di una riunione in pista alla presenza del grande Gino Bartali”, venne inaugurato per la seconda volta il Velodromo, devastato dalle schegge delle bombe e dagli zoccoli delle mucche, ammassate dai Tedeschi all’interno dello stadio,

Il 5 agosto di quello stesso anno, Giorgio Bolzacchini, “promettentissimo allievo della Società Ciclistica Molinellese (Gestione Unica), diretta con estrema perizia da quel vecchio drago delle corse in bicicletta che risponde al nome di Dino Dardi”, conquistò il titolo di Campione Italiano Allievi Uisp. La gara, “dall’epilogo veramente entusiasmante”, si disputò a Reggio Emilia con il patrocinio della Gazzetta dello Sport e, sia pure a livello giovanile, diede a Molinella il primo titolo nazionale del dopoguerra. 


 

                                                                                            Bolzacchini il primo da sinistra

 

Veniamo ora a sapere che Giorgio Bolzacchini è scomparso il 5 gennaio scorso. Lo scrive Gianni Galletti sul suo profilo facebook: “E’ venuto a mancare un campione del ciclismo degli anni 50! Nato e cresciuto qui a Marmorta è stato un mito per i giovani marmortani dell’epoca e un onore per chi come me lo ha conosciuto solo in tarda età, quando ormai aveva dovuto lasciare il mondo della bicicletta ma coglieva ogni pretesto per ricondurre il discorso alle mitiche imprese!”. 

 

Ed ecco come ricorda l’epopea del ciclismo di quegli anni Carlo Lodi nel libro Amarcórd Marmorta, presentato solo qualche sera fa in Biblioteca: 

 

“Tra gli sport più seguiti a quel tempo c’era prima di tutto il ciclismo seguito dal calcio e altre discipline come il nuoto, la boxe e l’atletica leggera erano più di nicchia. La cosa era anche un  po’ comprensibile, qui a Marmorta non esistevano ancora impianti sportivi e l’unico strumento per praticare od emulare lo sport, era la bicicletta che in ogni famiglia, in buono o cattivo stato, era presente. Naturalmente l’interesse di tanti tifosi ed appassionati dava adito ad accese dispute verbali, rumorose e infinite, e il luogo dove si svolgevano era la baracchina dei gelati.

A Marmorta c’era da tempo una fiorente tradizione ciclistica con tanti corridori a livello nazionale, sotto la sapiente guida di Dino Dardi, ex corridore di successo e valente tecnico.

Tra i più noti con tanti successi in competizioni a livello regionale e nazionale, voglio ricordare Giorgio Bolzacchini, campione italiano UISP allievi, nella primavera del 1951, Sergio Sintoni, nipote del parroco don Cristoforo, fortissimo in velocità, Vasco Maccagnani e tanti altri ancora. Forte era la rivalità con il vicino paese di Traghetto che annoverava altrettanti validi campioni. Pur essendo corridori con la specialità delle corse su strada, non disdegnavano l’attività anche su pista che naturalmente si svolgeva nell’impianto sportivo di Molinella. Tante corse in quegli anni si svolgevano qui a Marmorta ed il percorso era di circa 9 Km: strada della chiesa vecchia, il macello (ora ex), ponte Spadona, da ripetersi 10, 12 volte. La partenza ed il traguardo erano posti all’altezza della baracchina e tutto l’abitato interessato era transennato, per questione di ordine, con grosse funi legate agli alberi che allora erano presenti in tutto il centro.

Gli annunci e la radiocronaca della corsa avvenivano sopra un carro adeguatamente attrezzato, posizionato all’altezza del traguardo e dove trovava posto la giuria ed il radiocronista Renato detto “al Bagatén”, che non aveva nulla da invidiare ai professionisti della radio”.

 

 

   

 


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