Ghiaccio bollente: l'incendio che 80 anni fa mandò in cenere la casa di Ponti, il gelataio

 

 

 

L’incendio che il mese scorso ha devastato un appartamento in via Stradello dei Carabinieri, riporta alla memoria altri incendi che sono rimasti nella storia del nostro paese.

Tra quelli più tristemente famosi (incendio dell’Albergo dell’Angelo, inverno 1895; del Mulino Massarenti, novembre 1953, ecc …), scegliamo il rogo che 80 anni fa, il 22 gennaio 1940, mandò in cenere l’abitazione di Cesare Ponti, il gelataio.

Fu una notte di tregenda – scrisse il parroco sul suo diario il giorno 24 - con le fiamme che si alzavano altissime, alimentate da un vento gelido che spazzava la strada. C’era ghiaccio per terra e sui tetti, i pompieri arrivati da Budrio e una squadra dallo zuccherificio faticavano a reggersi in piedi. L’acqua, che veniva pompata dalla piscina, ghiacciava nelle manichette. A centinaia, i curiosi si erano ritirati, dall’altra parte della piazza, muti spettatori di un disastro”.

Bruciò tutto, in quella morsa di ghiaccio bollente. “Quelle fiamme – aggiunse più tardi un notista locale - erano come il preludio del più grande incendio della storia. La guerra, infatti, sarebbe scoppiata di lì a poco”. |

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Nella foto / I pompieri dello Zuccherificio di Molinella, anni ’30

(collezione Valentino Calori)

 

 

 

   

 


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