Elio Gandolfi, da Traghetto al Festival di Sanremo del 1968

 

 

 

La storia del Festival di Sanremo, che proprio questa notte ha chiuso trionfalmente la sua 70^ edizione con la vittoria di Diodato (Fai rumore), ci restituisce on demand un Elio Gandolfi d’annata.

Era il 1968, quando il cantante di Traghetto, all’epoca appena 17enne, salì sul paco del Casinò Municipale. L’anno prima, insieme a Giuni Russo, aveva vinto il concorso Voci Nuove di Castrocaro, un successo che gli aveva spalancato le porte di Sanremo.

 

Quando si alzò il sipario sulla 18^ edizione, non si era ancora spento del tutto il clamore per il suicidio di Luigi Tenco, avvenuto dodici mesi prima. Gianni Ravera era il direttore artistico del Festival che vide quell’anno l’esordio di Pippo Baudo come presentatore, dopo cinque edizioni consecutive condotte da Mike Bongiorno.

Per la prima volta a Sanremo nel 1968 anche Fausto Leali (con Deborah), Al Bano e Massimo Ranieri, tutti ancora sulla breccia. Lucio Battisti, anch’egli all’esordio, partecipò invece come autore di una canzone (La farfalla impazzita), subito eliminata nonostante l’interpretazione di Johnny Dorelli e Paul Anka.

Quell’anno vinse Sergio Endrigo con Canzone per te, eseguita in coppia con Roberto Carlos. Al secondo posto Ornella Vanoni e Marisa Sannia con Casa bianca; terzi classificati Adriano Celentano e Milva con Canzone, che provocò il clamoroso litigio, mai più ricomposto, tra il Molleggiato e Don Backy per questioni legate ai diritti d’autore.

Ma il 1968 è anche l’anno delle grandi star internazionali, come Louis Armstrong (Mi va di cantare), Dionne Warwich (La voce del silenzio) e Shirley Bassey, l’artista britannica che si esibì in coppia proprio con Elio Gandolfi.

 

Il 18° Festival della Canzone Italiana si svolse dal 1° al 3 febbraio 1968. Elio Gandolfi cantò a metà della seconda serata. Luisa Rivelli, la valletta di Pippo Baudo, lo presentò con queste parole: “Ottava canzone in gara: La vita, di Amurri e Canfora. Dirige l’orchestra il maestro Detto Mariano. Canta Elio Gandolfi …”.

Seduti in prima fila nel Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo c’erano Gilberta, la mamma-manager che seguiva il figlio ovunque, il Conte Danilo (Martelli) e Livio Sinigaia (Menarini), questi ultimi arrivati in macchina per applaudire il compaesano diventato famoso.

Quando Elio Gandolfi cominciò a cantare, tutta Traghetto era davanti alla tv. In casa o al bar della Gianna si trepidava per quel ragazzo che dicevano somigliasse vagamente a Gianni Morandi. Nell’imminenza del Festival, i giornali avevano scritto che tutti e due, il cantante già affermato di Monghidoro e l’emergente di Traghetto, erano andati a scuola di canto dalla stessa maestra, la bolognese Alda Scaglioni.

Molinella assisteva in silenzio e (diciamolo pure) guardava con malcelata invidia a quanto stava succedendo a due passi da casa. Traghetto era diventata improvvisamente la capitale di qua e di là dal Reno. Piccola Montecarlo, Provincia di Sanremo. Non si parlava d’altro. Cinque minuti di celebrità che avevano travolto un paese e una comunità poco abituati a stare sotto i riflettori, nonostante i lodevoli tentativi messi in atto anche negli anni futuri dal Conte Danilo per regalargli altri momenti di luce accecante.

Cinque minuti, poco più di una canzone. Quella cantata da Elio Gandolfi non piacque alla giuria. A risollevarne le sorti non bastò neppure Shirley Bassey, che si esibì nella seconda parte della serata. La vita non andò in finale. Elio Gandolfi eliminato. Come Domenico Modugno, che solo dieci anni prima aveva rivoluzionato la canzone italiana con Volare. Come Iva Zanicchi, che l’anno dopo avrebbe vinto il Festival con Zingara. Come Dorelli e Tony Renis che il Festival l’avevano già vinto..

 

Dopo quel Sanremo, Elio Gandolfi partecipò al Cantagiro con il brano Un anno di più, classificandosi al terzo posto. Partecipo poi ad alcune puntate della trasmissione Settevoci condotta da Pippo Baudo. Tornò al Festival l’anno dopo, nel 1969, con Il sole è tramontato. Per uno che si chiamava Elio (sole, in greco) quel titolo sembrava il preludio di un finale già scritto. E, infatti, il cantante di Traghetto fu di nuovo eliminato.

Cantò ancora per qualche tempo nel Coro del Comunale di Bologna come baritono. Partecipò a diverse produzioni artistiche. Poi, quando le luci della ribalta si spensero definitivamente, cambiò mestiere e si dedicò ad altro.

 

Nato nel 1951, proprio come il Festival di Sanremo, oggi Elio Gandolfi è in pensione. Vive in un paese dell’Appennino e ogni tanto torna a Traghetto a salutare i vecchi amici. L’ultima volta è stato poco prima di Natale, per una cena al campo sportivo. Lì, qualcuno lo ricorda ancora come un buon portiere.

 

Ah, la vita! Più bello della vita non c’è niente… La canzone che Elio Gandolfi portò al Festival di Sanremo e che non andò in finale,.è diventata nel frattempo un successo mondiale, un classico del repertorio di Shirley Bassey che l’ha incisa col titolo This Is My Life. Il Volo ne ha fatto recentemente una cover. E la Fiat l’ha scelta come colonna sonora di uno spot pubblicitario che sta imperversando su tutte le reti.

Vedi, com'è fatta... La vita?!

 

AUDIO > LA VITA (Elio Gandolfi, 1968):

https://www.youtube.com/watch?v=4jcWYE414zs

 

   

 


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