Anniversari: il Comune di Molinella compie 210 anni

 

  



Molinella è in qualche modo Municipio fin dal 1562 e Galeazzo Malvezzi ne fu il primo podestà. Ma è dal 1797 che ci chiamiamo “cittadini”. Da quando, cioè, Napoleone, aboliti feudi e contee, ci insignì della dignità di un titolo, che sottintende l’idea del Diritto.La prima municipalità molinellese dell’età napoleonica, presieduta dal sindaco Sinibaldi, gettò le premesse della “moderna concezione del Comune”, quale almeno l’intendiamo noi ancora oggi.

Il Comune di Molinella, fu istituito soltanto il 20 aprile 1810, per decreto del Vicerè Eugenio de Beaurnhais. Il quale mandò in soffitta il vecchio ordinamento territoriale, che assegnava “i comuni di terza classe” di Molinella, Marmorta e Capofiume al Cantone di Minerbio, mentre il comune di San Martino, all’epoca il centro più popoloso con 2.100 abitanti, diviso in Borgo Alto (San Martino e La Corla) e Borgo Basso (Miravalle), era con Selva Malvezzi e Durazzo sotto la giurisdizione cantonale di Budrio. Il figliastro di Napoleone riunì quindi in un’unica municipalità, con sede in Molinella, i comuni di Marmorta e San Martino, che fino ad allora avevano esercitato “autonoma autorità podestarile o di sindacato” nell’ambito del Dipartimento del Reno.

Tramontata la stella napoleonica, con il suo corollario di repubbliche Cisalpine, Cispadane e “il bell’Italico Regno”, abbattuto l’Albero della Libertà, il Papato restaurò il suo dominio su queste terre, sostenuto dalle armi austriache. Tornò a Bologna il Cardinale Legato, che era come il nostro Prefetto, a Budrio si insediò il Governatore e il Comune di Molinella inalberò di nuovo la bandiera pontificia, ma conservò l’unità territoriale che gli aveva regalato Napoleone.

Il Priore di Molinella (cioè il sindaco), “che condivideva col prete la chiave della cassetta delle offerte ed era scelto quale primo cittadino tra i notabili del luogo per amministrare il comune in nome del Papa Re”, aveva giurisdizione su Marmorta e San Martino, ma non sull’intero territorio di Capofiume, ancora diviso tra le magistrature di Baricella e Molinella.

Capofiume ritrovò la sua unità territoriale soltanto il 1° gennaio 1853, “quando era ancora felicemente regnante Papa Pio IX, che istituì ufficialmente il Comune di San Pietro del Capo del Fiume, nominando priore l’illustre Pietro Bevilacqua”.

Trascorso il breve interregno “senza Papa e senza Re”, che dal giugno 1859 al marzo dell’anno successivo caratterizzò anche nelle nostre contrade l’azione amministrativa del Governo delle Romagne, col plebiscito del 11 marzo 1860 sia il Comune di Molinella (guidato da Pietro Pedrelli) che quello di Capofiume diventarono parte del Regno di Sardegna e quindi del Regno d’Italia.

L’autonomia comunale della “nobilissima Civitas di Capofiume” durò poco più di trent’anni, fino al 31 dicembre 1884, quando il Comune di San Pietro Capofiume “fu sciolto con Regio Decreto per confluire nel più vasto Comune della Molinella”. Il marchese Mazzacurati fu il primo sindaco del territorio molinellese finalmente riunito in un’unica municipalità, la cui conformazione geografica era più o meno la stessa che abbiamo oggi. “L’araldica comunale stabilì più tardi che le insegne del nostro gonfalone fossero la ruota e il mulino; il rosso e il grigio i suoi colori”.

 
Andrea Martelli. Tanti saluti dal secolo scorso. Diario molinellese del 900 (modificato). La Compagnia del Caffè, 2000

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