Quando il presidente della Figc, Gabriele Gravina, incrociò la storia del Molinella

Quando il presidente della Figc, Gabriele Gravina, incrociò la storia del Molinella

 

 

La settimana scorsa Gabriele Gravina è stato rieletto alla presidenza della Federcalcio con il 73% dei consensi. Venticinque anni fa, l'attuale Numero 1 della Figc incrociò sia pure di striscio la nostra vicenda sportiva.

Accadde nel 1996, quando Gravina era presidente del Castel di Sangro, piccola società della provincia di Chieti che il 22 giugno di quell'anno, battendo l'Ascoli ai calci di rigore sul neutro di Foggia, venne promossa per la prima volta il Serie B.

L'impresa della squadra abruzzese ebbe grande eco sulla stampa nazionale. Si scomodò perfino Il Corriere della Sera, che dopo aver sgombrato il campo da possibili equivoci con squadre di quartiere (quali, ad esempio, il Chievo) certificò la caduta di un record che apparteneva al Molinella da ben 57 anni: quello del più piccolo comune d'Italia ad aver conosciuto la Serie B”. Molinella, che nel 1939 aveva circa 12mila abitanti, veniva ora superato da Castel di Sangro, che ne contava appena 5.500.

Ubi minor, maior cessat”, il maggiore si arrende al minore, scrisse il sindaco Calori, sovvertendo i termini del motto latino, nella lettera (che pubblichiamo qui sotto) indirizzata al suo omologo Rolando Fiocca, sindaco di Castel di Sangro, eletto nelle liste del Polo di Centrodestra.

I due si sentirono per telefono e, come ricordava Calori, fu una piacevolissima conversazione. Ma qualche giorno dopo, il sindaco di Molinella ricevette anche un fax su carta intestata della società Castel di Sangro, con il quale il presidente Gabriele Gravina lo ringraziava delle belle parole d'incoraggiamento e lo invitava a Castel di Sangro per l'esordio casalingo dei giallorossi neopromossi in B.

 

Calori non andò a Castel di Sangro, ma negli USA a trovare la figlia. La partita inaugurale col Cosenza, in calendario l'8 settembre (1-0 il risultato), si giocò a Chieti, in quanto lo Stadio Patini era in via di ristrutturazione.

In novembre, il presidente Gravina si fece da parte, lasciando il posto a Luciano Russi, rettore dell'Università di Teramo.

Alla fine, il Castel di Sangro riuscì nell'impresa che non era riuscita al Molinella 57 anni prima: i giallorossi conquistarono infatti una meritata salvezza, a spese di Cremonese, Palermo, Cesena e Cosenza. Promosso in A (e questa è per noi una curiosità interessante) il Brescia, allenato dal “nostro amico” Edy Reja, seguito dal Lecce di Ventura e dall'Empoli di Spalletti.

 

 

 


(da Il Caffè, 21-22 settembre 1996)

 

   

 

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