Nel 1961 Sandro Mazzola assaggiò "La prima fetta di torta" allo stadio di Molinella

 

  

 

Il 16 marzo 1961 (esattamente 60 anni fa) si disputa a Molinella la semifinale del Torneo delle Regioni tra Lombardia e Puglia. In campo con la rappresentativa lombarda c’è Sandro Mazzola. Richiamati dall'illustre cognome, sono tantissimi i molinellesi che affollano lo Stadio Comunale. Per tutti, quel ragazzo dal cognome così impegnativo, è ancora e soltanto “il figlio di Valentino, capitano del Grande Torino caduto a Superga nel 49”.

Eppure, in tribuna c’è già qualcuno pronto a scommettere sul giovane Sandrino: “Diventerà più bravo del padre? Non lo sappiamo, ma vedrete che farà molta strada anche per conto suo”, scrive Severo Boschi sul Carlino.

Sandro Mazzola ha giocato finora una sola partita nell'Inter del Mago HH. Molinella gli porterà fortuna. Lo scrive lui stesso nel libro autobiografico “La prima fetta di torta” (Rizzoli, 1977): “Si gioca a Molinella, un’accogliente cittadina emiliana, su un campo allentato dalla pioggia e la partita, diretta dall’arbitro Angonese, rimane in equilibrio fino al novantesimo. Soltanto con i rigori ci assicuriamo l’accesso alla finalissima del Torneo delle Regioni, dove mi troverò di fronte il Lazio del mio amico De Sisti”.

 

Si parla del Molinella Calcio anche nel romanzo L'inattesa piega degli eventi” di Enrico Brizzi

 

Si parla di Molinella e di sport anche nel romanzoL’inattesa piega degli eventi” (Baldini Castoldi Dalai. 2008) del bolognese Enrico Brizzi, che nel 1994 aveva esordito clamorosamente sulla scena letteraria italiana con “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”.

Siamo nel 1960, alla vigilia delle Olimpiadi di Roma, in un Italia che attende con sentimenti diversi la morte ormai prossima di Benito Mussolini sopravvissuto alla guerra vittoriosa contro le demo-pluto-crazie occidentali.

Su questo sfondo si svolge la vicenda del protagonista, il giornalista di Stadio Lorenzo Pellegrini, un tipo abbastanza irrequieto con le donne che per punizione viene inviato in Eritrea a seguire la Coppa dell’Africa Italiana. Nelle prime pagine del romanzo l’autore ci sorprende con un preciso riferimento alla storia sportiva di Molinella, facendo dire al protagonista:

Nei primi anni ero stato peggio, c’erano anche le trasferte a Molinella per raccontare le goffe evoluzioni della squadra paesana in serie B”. Per poi concludere, poco dopo, diventato ormai il Pellegrini una firma emergente: “Avevo abbandonato il Molinella al suo destino per dedicarmi a prestigiose interviste a pagina intera, cominciando dal bombardiere mancino Francisco Lojacono”.

Per esigenze narrative, l’epopea del Molinella in B, quell’indimenticabile stagione 1939-40, viene dunque posticipata di almeno una ventina d’anni. Ma non fa niente. Con questa divertente citazione, Enrico Brizzi si è meritato un posto tra quegli autori di fama, da Riccardo Bacchelli a Nerino Rossi, da Enzo Biagi a Giuseppe Raimondi, che hanno fatto di Molinella un luogo letterario che andremo certamente a visitare in una prossima occasione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

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