Molinella a cavallo. C'era una volta la Scuderia il Mulino

 

 

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Oggi sarebbe impensabile. 40 anni fa, prima dell’invasione delle villette a schiera, una squadra di coraggiosi trentenni locali non si accontentò di assemblare il gazebo di Leroy Merlin. 40 anni fa, nel maggio 1981, dodici pionieri portarono il sogno dell’equitazione nelle stalle di Villa Zucchini in Molinella. I cavalli, quelli che oggi ai nostri figli facciamo ascoltare solo nei libri sonori. Franco Sarti, ex-ambulante, ricorda bene i suoi soci: Luigi Rossi capocordata, Servilio Bandiera, Roberto Toniolo detto Tofolo, Nevio Gardi detto Lo Sceriffo, Giancarlo Draghetti detto Giancarlen, Gianni Ferrari carrozzaio di Marmorta, Dolcetti anch’egli di Marmorta, Gino Golfari di Traghetto, Luigi Biagioli, Luigi e Ottavio Rezzaghi. Non soci di tutto rispetto: Bertocchi detto Donnio, col naso sfregiato da una codata di cavallo, stalliere e custode della scuderia insieme a Arduino De Paoli detto Pardòz, uomo che sussurrava ai cavalli. Poi il Dottor Cocchi nel ruolo di intermediario con la Cooperativa.

 

 

                       Tobia Zucchini

 

All’inizio più che i cavalli, acquisiti tramite il commerciante Bondi, il problema era trovare fantini locali. All’epoca, anziché Play-Station e Retro-Gaming gli svaghi popolari includevano la pesca del luccio e le partite a carte, ma fantino ci si può anche diventare. Con la scusa di portarlo a comprare un motorino nuovo, Franco Sarti condusse il figlio Alessandro alla scuderia. Fu feeling a prima vista, soprattutto con Secret cavallo di razza Olstain (da ostacoli) poi venduto a Valentino Vandelli. Tra i fantini locali anche Maurizio Rossi detto Pippo, Francesco Rossi e più avanti il giovane Tobia ZucchiniI fantini locali ancora ben ricorderanno Giuseppina, istruttrice di equitazione bionda platino di Prunaro. Poi anche i maniscalchi, due forestieri, Giachele e Lirven (Lervini), quest'ultimo arrivava una volta al mese dagli estremi confini del ferrarese.

 

 

La scuderia? Si chiamava Il Mulino “proud member” della Associazione Italiana Equitazione. La squadra dei soci fondatori convertì a scuderia lo stabile inizialmente dedicato a stalla. Proprio Sarti senior appose il famoso busto di cavallo in puro gesso, donato da Luigi Rossi, sulla facciata principale della scuderia, a protezione dei fantini che si allenavano sul paddock principale. Più spostato verso il cimitero il piccolo paddock di riscaldamento coi pony. Ci furono molti momenti di gloria negli anni, anche competizioni per professionisti come il Concorso Ippico Nazionale del 14 luglio 1991. Tutti eventi seguiti da feste campestri facilitate dai volontari locali, tra cui la signora Roberta Rossi. Molti ricorderanno anche gli esodi verso la scuderia dopo la messa della domenica per ammirare i cavalli, i frequenti incontri con i cavalieri che trottavano per tutto il territorio comunale, fino a Selva Malvezzi.


Alessandro Sarti


Poi per una volta non fu colpa dei grandi centri commerciali, il Comune aveva perso l’interesse a sostenere l’attività viste le vicissitudini della cooperativa. Tanto fu che la scuderia il Mulino di Molinella, dopo più di dieci anni di glorie, chiuse senza alcun rancore. Non si sa che fine abbiano fatto le spazzole, le mangiatoie, le briglie. Anche il cavallo in puro gesso non c’è più, probabilmente saccheggiato a inizio anni 2000. Buona visione della prossima serie Netflix a tutti. (G.C.)

 

 

 

   

 

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