Nato il 4 giugno: oggi il Molinella Calcio compie 110 anni

 

 

 

La leggenda popolare vuole che il Molinella sia nato nella tarda primavera del 1911 in una saletta al pian terreno dell’antico Albergo dell’Angelo, per volontà di alcuni ventenni dell’epoca, tra i quali si ricordano per “valentìa ed entusiasmo” soprattutto Antonio Scarabelli, Filippo Osti e Raffaele Tubertini. Quest’ultimo, caduto sull’Isonzo nel novembre 1915, non fu solo il miglior footballer di quel periodo, come raccontavano gli amici, ma anche il vero animatore del movimento calcistico nascente e probabilmente anche il primissimo presidente della “Pulvis Molinella” (polvere, in latino): per quanto possa sembrare strano, e molti si sono sbizzarriti nel cercare di dare al nome un qualche significato, si chiamava infatti così la prima espressione del calcio molinellese, che il 4 giugno 1911, in un campino dalle parti del Volta, più o meno dove sorge oggi l’Hotel Minipalace, disputò la sua prima partita contro il Budrio. Risultato finale: non pervenuto.

Per la testimonianza di Walter Gaiani, che all'epoca era ancora bambino ma ricordava benissimo di aver assistito alla partita seduto dentro un fosso e che quel giorno memorabile era la prima domenica di giugno, si assume ufficialmente il 4 giugno 1911 come data d'inizio della storia.

Dopo la Grande Guerra, la società rinasce nel 1919 con il nome di Associazione Calcio Molinella e Leonida Tottoli ne è il giovanissimo presidente. Il signor Giovanni Benvenuti, titolare di un'avviata ferramenta in paese, finanzia l’impresa con “120 lire per l’acquisto di indumenti e altro materiale indispensabile al giuoco del football”. Dal Volta, la squadra aveva intanto traslocato int’al prè d’la Fìra (nel Prato della Fiera del bestiame), di fronte all’attuale Asilo Viviani, teatro di epiche sfide con le squadre dei paesi vicini. Ai fieri avversari dell’epoca, il Molinella solitamente opponeva “Baldi in porta; Scarabelli e Falco terzini; Cesari,

Saltarelli e Bianchi mediani; Lipparini, Sarti, Bonvicini, Vaccari e Zagni in attacco”. Tutti molinellesi, tranne Bonvicini che era di Traghetto, in pratica il primo “straniero” della squadra.

Nel 1923, un terreno compreso tra le attuali via del Lavoro e via dell’Unità, viene opportunamente attrezzato e recintato con “assi di legno impeciate”, così da consentire al Molinella di partecipare al Campionato ULIC (Unione Liberi Calciatori) della Delegazione di Imola.

Il cosiddetto “Càmp Nòv”, il Campo Nuovo, con ingresso su via Valeriani, sarà inaugurato ufficialmente con un saggio ginnico il 28 ottobre 1925, terzo anniversario della Marcia su Roma, e intitolato al grande tenore Beniamino Gigli, su proposta di Biagio Vaccari che conosceva personalmente il Maestro. Nell’agosto del 1924, la squadra coglie il primo successo della sua storia sportiva, vincendo la Coppa della Canicola e il 2° premio nel campionato provinciale di tiro alla fune.

Il Campo Nuovo, che tale resterà fino all’inaugurazione dell’attuale Stadio Comunale, avvenuta il 12 febbraio 1933 (Campionato Prima Divisione, Molinella-Spal 3-3), rilancia le ambizioni del giovane Molinella. Nel 1926 si costituisce un nuovo consiglio che elegge presidente l’ingegner Francesco Rubini, con Antonio Scarabelli segretario e trainer. Il 17 settembre la nuova società, che ha sede in piazza Vittorio Emanuele e (ad emulazione del Bologna neo scudettato) ha adottato il rosso e il blu come colori sociali, chiede ed ottiene l’affiliazione alla FIGC. L’esordio in gare ufficiali avviene il 16 gennaio 1927, in Coppa Babini, contro la Fortitudo Bolo­gna. Il Molinella vince 5-3 e l’ala sinistra Livio Ghelli è ufficialmente l’autore del primo gol della storia rossoblù. Il 24 aprile 1927 il Molinella gioca contro il Savena, in trasferta, la prima partita del Campionato Aspiranti III Divisione e vince 2-0. Per la cronaca, il primo gol in campionato è di Faust Fiorini, il secondo di Dino Magli.

Per l’anagrafe federale, il Molinella è dunque nato soltanto nel 1926, cioè 15 anni dopo quel fatidico 1911 che storicamente ne certifica la nascita sportiva. Ma, da quel momento, una militanza ininterrotta nei ranghi federali ha fatto sì che il Moli­nella può tuttora considerarsi, in ambito regionale, secondo per “anzianità di servizio” soltanto al Bologna FC 1909. Altre società della nostra provincia, come ad esempio la Fortitudo (anno di affiliazione Figc: 1915), l’Imolese (1921), la Persicetana (1922) e il Progresso (1925) federalmente sono nate prima del Molinella, ma tutte, per un motivo o per l’altro, hanno avuto negli anni qualche “periodo di sonno”, durante il quale non si sono iscritte al campionato. Ciò non è accaduto per il Molinella, che dal 1927 ad oggi non ha mai saltato un campionato federale, ad eccezione del biennio 1943-45 per cause belliche, durante il quale, però, il benemerito segretario Scarabelli continuò a pagare di tasca propria la tassa annuale di affiliazione, consentendo così al Molinella di mantenere il vincolo sui propri tesserati e il diritto ad iscriversi al primo campionato del dopoguerra.

Nei 93 campionati Figc fin qui disputati dall'aprile 1927 (compresi i 2 ultimi campionati “covid”, il primo dei quali interrotto a marzo 2020, il secondo dopo appena 2 giornate nell'ottobre dello stesso anno) il Molinella ha vinto 11 campionati (di cui 1 a tavolino), mentre 18 sono state le retrocessioni. In 6 occasioni il Molinella è stato ripescato o addirittura è salito di categoria per istituzione di nuovi campionati, per meriti sportivi, etc. Una volta è andato giù per effetto della co­siddetta classifica avulsa.

Nel glorioso palmarès della società (oltre al titolo di Campione Regionale II Categoria 1964-65) c’è soprattutto una straordinaria frequentazione dei quartieri alti del calcio italiano: il Molinella ha infatti disputato un campionato di serie B (1939-40), tre di serie C (1938-39; 1940-41; 1941-42) e tre di serie D (1977-78; 1978-79; 1979-80). Per 57 anni, e cioè dal 1939 fino alla promozione in B del Castel di Sangro nel 1996, il Molinella è stata la squadra del più piccolo comune d’Italia ad aver militato nella serie cadetta.

Tra alti e bassi, traguardi luminosi e vertiginose cadute, la società ha cambiato nome almeno 5 volte a partire dal 1929, quando l’Associazione Calcio Molinella fu integrata nella Polisportiva del Fascio di Molinella. Polisportiva Molinella Sezione Calcio (senza più il fascio, naturalmente) è la denominazione che ha poi mantenuto dal 1945, dopo la breve stagione della Libertas, fino al 1999, quando una nuova società ne ha rilevato la matricola, trasformando la ragione sociale in Molinella Calcio 1911. Quel richiamo ai suoi gloriosi natali, poteva sembrare, per il vecchio Molinella, quasi un ritorno alle origini, la chiusura del cerchio alla vigilia del suo 90° compleanno. Ma la storia, a volte, si diverte a giocare con i suoi interpreti: 11 anni dopo, nel 2010, e quindi nell’imminenza del Centenario, il Molinella Calcio 1911 si è addirittura sdoppiato. La discussa fusione con Malba e contemporaneamente la nascita dell’AC Augusto Magli in omaggio al giocatore più rappresentativo del calcio molinellese, ha fatto vacillare anche il tifo più granitico, precipitato in una profonda crisi di identità. Nel 2012 il Molinella è ripartito dalla Seconda Categoria, recuperando almeno in parte la sua denominazione, che con varie aggiunte “geografiche” ha conservato fino all'estate del 2020, quando un nuovo passaggio di proprietà ha sancito la nascita dell'US Reno Molinella 1911.

(Redazione)

 

FOTO / IN ALTO: Una formazione della Pulvis Molinella (1915 circa). Pur con qualche dubbio e molte incertezze, si riconoscono il portiere Baldi (a sinistra), il Moro Saltarelli (al centro) e Antonio Scarabelli (a destra), con la cravatta. Sarebbe questa la più antica testimonianza fotografica del calcio molinellese

 

 

MOLINELLA 110: PERSONAGGI, NUMERI E CURIOSITA' DI UNA STORIA ULTRACENTENARIA.

 

I RE DEL GOL

Se Livio Ghelli è l’autore del primo gol ufficiale della storia rossoblu (Coppa Babini, 16 gennaio 1927: Molinella-Fortitudo 5-3), con 198 reti messe a segno tra il 1952 e il 1968 Celso Fiammenghi è sicuramente il cannoniere principe del Molinella, seguito da Valter Gaiani, secondo, con 101 gol in nove stagioni (1927-1935) e da Joseph Klarner, che in appena tre campionati e mezzo (1972-1975) è andato a segno 78 volte. Gaiani detiene altri 2 record personali: è l’unico giocatore del Molinella ad aver segnato 6 gol in una sola partita (12 giugno 1927, Molinella-Bagnacavallo 9-0) ed è anche l’autore del primo gol rossoblu allo Stadio (Campionato I Divisione, 12 febbraio 1933: Molinella-Spal 3-3)                                 

 

  

                     Fiammenghi (1957)                                                Gol di Fiammenghi (Molinella, 14 febbraio 1960)   


 

                            Gaiani (1933)                                                                     Klarner (1974)

 

 

I FEDELISSIMI

Con 24 anni di ininterrotta milizia rossoblu (1924-1948) Walter Spanazzi guida con largo margine la classifica dei fedelissimi. Secondo è Claudio Cocchi, che ha difeso la porta del Molinella per 17 stagioni (1967-1984). Celso Fiammenghi (1952-1968) e Fabio Bragaglia (1984-2001) si contendono il terzo gradino del podio con 14 campionati a testa, avendo entrambi trascorso qualche stagione in prestito altrove (Fiammenghi a Fano, Bragaglia a Pianoro e Argenta).

 

 

 

 

I SUOI CAMPIONI

Il Molinella ha dato 6 giocatori alla Serie A. 3 di questi sono nati e cresciuti nella società: Augusto Magli, 323 partite e 6 gol con Fiorentina, Udinese e Roma tra il 1941 e il 1958, 6 convocazioni in azzurro (5 nella nazionale cadetti) e un mondiale disputato in Brasile nel 1950; Gustavo Fiorini, 105 presenze e 23 reti in A tra il 1942 e il 1950 con Liguria (Sampierdarenese), Sampdoria e Inter; Francesco Gazzaneo, 76 partite e 1 gol tra il 1986 e il 1990 con le maglie di Avellino e Pisa. Per altri 3 non molinellesi, la Serie B 1939-40 ha rappresentato il trampolino di lancio verso la massima categoria: è stato così per il ferrarese Masi, transitato da Molinella-via Budrio e approdato poi al Venezia, e per i romagnoli Lupi e Spadoni, ceduti rispettivamente al Bari e al Modena. Non risulta abbiano mai indossato la maglia del Molinella ma sono comunque arrivati in A anche altri 4 molinellesi: Giuseppe Martelli, attaccante, classe 1901, giocò nel Bologna che nel 1925 vinse il primo scudetto; Dino Bovoli di Marmorta, il primo calciatore professionista del nostro paese, dal 1937 ha giocato con Pro Vercelli, Atalanta, Inter e Sampdoria; Arcangelo Zerbini di San Martino in Argine, ha disputato qualche partita col Bologna nel 1946 prima del trasferimento al Bari; Pierino Ghetti, negli anni 70 ha indossato la maglia del Bologna, dell'Ascoli e del Genoa, meritando anche la convocazione nella Nazionale Under 23. E’ di origine molinellese anche il campione del mondo Gabriele Oriali (Spagna 82): il padre lasciò il nostro paese durante l’ultimo conflitto mondiale.

 


                                                           Magli e Fiorini, “derby molinellese” 1947

 

 

   

 

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