Calcio e Nuoto, le passioni sportive di Franco Vaccari in 9 fotografie

 

 

Franco Vaccari ci ha inviato alcune foto che raccontano le sue passioni sportive. Calcio e Nuoto su tutte. Cominciamo da una fotografia, assolutamente inedita, scattata allo Stadio di Molinella il 3 aprile 1955, che a noi è sembrata la più interessante. E' un pomeriggio di sole: Franco, portiere della squadra Ragazzi (Riserve del Molinella) si distende in tuffo per deviare il pallone. Spettatore muto, oltre la mura del campo, il nuovo Edificio Scolastico, inaugurato in febbraio di quello stesso anno, ma costruito ancora a metà. Manca infatti tutta la parte sinistra dell'edificio che si affaccia su via Paolo Fabbri.

 

 

Ugualmente interessante anche un'altra foto, scattata lo stesso giorno: Franco Vaccari esce in presa alta. La particolarità dell'immagine è data però dalla presenza in campo di quel signore che si vede a sinistra. Chi era? Cosa ci faceva lì, in scarpe da passeggio, pantaloni lunghi, camicia bianca, maglioncino e cravatta? Era l'allenatore, l'arbitro o un solitario invasore di campo?

 

  

 

La rassegna fotografica dedicata al calcio prosegue con un primo piano di Vaccari; con lo stesso Vaccari ritratto tra Tiziano Bianchi e Camanzi; in posa con un giovane “Veleno” Venturoli e, infine, con alcuni compagni di squadra: Vaccari è il primo a sinistra in alto; poi, nella stessa fila, si riconoscono “Maggio” (non sappiamo se è il nome, il cognome o il soprannome), Mario Gaiani. Nanetti e Gottellini; in basso, Frattini e Ungarelli, detto Liccio.

 

 

Anche questa è una foto del 1955. L'allenatore della squadra Ragazzi era Bartolini. Franco Vaccari, che aveva indossato per la prima volta la maglia rossoblu del Molinella nel 1951 (all'età di 14 anni), faticava però a trovare posto in prima squadra. Il presidente Bentivogli cominciò allora a darlo in prestito ogni anno ad altre squadre: al Chiesa Nuova di Bologna, insieme ad Alberto Villa; al Budrio in Prima Divisione; infine al Mezzolara, che a quel tempo faceva il Campionato Amatori Uisp.

A 20 anni si trasferì a Firenze da una zia suora. Lavorava come magazziniere in un'industria tessile, quando ricevette una telefonata del presidente Bentivogli: i portieri della prima squadra erano infortunati, il Molinella aveva bisogno di lui. Quell'anno, era il 1962, Vaccari disputò da portiere titolare tutto il girone di ritorno. Tornava da Firenze il martedì e il giovedì per gli allenamenti e la domenica giocava. L’anno dopo trovò squadra a Firenze in Promozione, ma dovette smettere quasi subito. Il titolare dell’azienda per la quale lavorava lo costrinse a scegliere: o il calcio o il lavoro. E Franco Vaccari scelse il posto di lavoro sicuro.

 

 

Tuttavia non finì lì il suo rapporto con il calcio. Lo ritroviamo in una foto del 1974, allenatore della squadra Allievi del Molinella che in giugno partecipò al Torneo Sacchi. La formula del torneo, organizzato dalla Polisportiva Savarna in memoria di Gilberto Sacchi (fratello dell'Arrigo nazionale), prevedeva quattro gironi di qualificazione, uno dei quali si disputò allo Stadio di  Molinella. I rossoblu guidati da Franco Vaccari, che avevano in Carlo Landi il giovane di maggior prospettiva, dovettero vedersela con il Bologna di Fiorini e Lucido, soprattutto con la Juventus di Marocchino e Verza. Ed è proprio la presenza di quelle maglie bianconere, viste per la prima volta a Molinella, ad introdurre un altro capitolo della sua “carriera calcistica”: dopo il Vaccari calciatore, dopo il Vaccari allenatore e dirigente del settore giovanile, ecco il Vaccari supertifoso juventino.

 

 

Una passione, quella per i colori bianconeri, nata quando era ancora bambino. Il padre, tifoso del Bologna, lo portava allo Stadio. Mai avrebbe immaginato che il figlio potesse tradire la fede rossoblu. Socio dal 1967 del Club Forza Juventus di Bologna (dove ha ricoperto anche la carica di vicepresidente), Franco Vaccari fu in seguito tra i soci fondatori e poi il maggior animatore dello Juventus Club Molinella. Primo presidente fu Beppe Bianchetti, poi Bortolotti, che però non aveva tempo, quindi subentrò lui. Il club aveva sede in via Turati. I soci erano più di 50. Sono stati ospiti del club Furino, Vignola ed altri juventini di grido. Un anno, lo Juventus Club Molinella fu il primo club d’Italia a festeggiare lo scudetto. Alla Torretta si erano radunati spontaneamente più di 200 tifosi, pronti a dare inizio alla festa. Ne parlarono anche alla Domenica Sportiva. Tra le tante iniziative del club presieduto da Franco Vaccari, la partecipazione nel 1986 al Torneo Giovanile di Parigi di una mista Molinella/Codifiume, rigorosamente in maglia bianconera, formata dai migliori elementi che si erano messi in luce al Calcio alla Luna, tra i quali c'era anche Sandro Montanari.

C'è una foto, l'ultima della Serie-Calcio, che ritrae Vaccari insieme al presidentissimo Boniperti. Franco frequentava la sede della Juventus, andava spesso in ritiro con la squadra e aveva l'abbonamento al Vecchio Comunale. Nell'ambiente juventino era conosciuto e benvoluto da tutti.

 

 

Ma, come abbiamo detto all'inizio, non c'è stato solo il calcio nella vita di Franco Vaccari. Il tesserino della FIN è lì a dimostrare anche la sua passione  per il nuoto,

Reclutato da Pipetto Martelli tra i tanti ragazzi che d'estate frequentavano la piscina, il 1952 è l'anno in cui ottenne i risultati migliori. Specialista dei 100 rana (ma se la cavava bene anche nei 100 stile), dopo aver superato le fasi eliminatorie, in agosto Franco Vaccari si qualificò per le semifinali della Coppa Scarioni, formidabile mezzo di propaganda-nuoto, promosso e organizzato fin dal 1919 in tutta Italia dalla Gazzetta dello Sport in memoria di un suo giovane redattore caduto nella Grande Guerra.

Accompagnato dal suo allenatore (con fidanzata al seguito), Franco partì a mezzanotte, in treno, dalla stazione di Bologna, destinazione Genova, inseguito da un terribile mal di denti che non gli diede tregua per tutto il viaggio. Arrivato alla piscina di Albaro, non ebbe nemmeno il tempo di fare un po' di riscaldamento. Subito ai blocchi di partenza e, naturalmente, … subito eliminato.

Gli rimane – dice Vaccari nella breve intervista telefonica che abbiamo realizzato appena ricevute le foto -  la soddisfazione di aver partecipato ad una manifestazione di livello nazionale. Meglio di lui, in Coppa Scarioni, solo Gino Borghi, che l'anno dopo guadagnò addirittura la finale.

 

Questo articolo è già stato pubblicato su

https://www.facebook.com/sportivamente.molinella  | 06.01.2022

 

   

 

 

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