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I 100 anni della Sezione AIA di Bologna: ricordato un benemerito arbitro molinellese

 

 

Alla presenza del presidente nazionale Trentalange e dei due fischietti mondiali Collina e Rizzoli, la Sezione Bolognese dell'AIA (Associazione Italiana Arbitri) ha festeggiato la settimana scorsa i 100 anni di attività. Nel corso della cerimonia è stato presentato anche un libro che ripercorre                                                                                                                

un secolo di vita della sezione. Tra i tanti arbitri citati, viene ricordato anche il molinellese Gesù Martelli, del quale il libro traccia questo profilo

 

Gesù Martelli (Molinella BO, 23 gennaio 1898 – Pistoia, 3 giugno 1980) Fu arbitro federale effettivo fin dal 1925. Partito dai tornei del Comitato Regionale Emiliano, arrivò fino alla Serie B; cessò l'attività nel 1938, passando arbitro fuori quadro fino al 1943. Il 21 ottobre 1938 fu nominato membro del Direttorio VII. Zona (Emilia), ed in seguito (12 settembre 1939) anche Fiduciario C.I.T.A. della nostra regione; detenne entrambe le cariche fino al 1945. Nel frattempo ottenne il riconoscimento di Arbitro Benemerito, il 10 marzo 1942. Nel dopoguerra fu per anni Commissario di Campo, molto stimato nell'ambiente arbitrale per qualità personali. Su di lui cadde la scelta della Federazione quando nel 1958 iniziò il regime commissariale: Martelli fu nominato il 10 ottobre Commissario Federale per la Lega Regionale Emiliana, di cui tenne il governo fino al 24 luglio 1959. Così come volevano le circostanze, svolse in modo efficace e concreto il gravoso compito, al termine del quale rientrò subito nel mondo arbitrale: in quello stesso

1959 fu nominato infatti presidente della Sezione Arbitri di Bologna, rimanendone al vertice fino al 1962. Successivamente si dedicò solo all'attività di dirigente e di commissario per l'A.I.A.

 

Per restare ai fatti di casa nostra, trova molto spazio sul libro la figura dell'internazionale Giovanni Galeati (Castelbolognese, 1902 – Bologna, 1959), membro della stessa sezione, uno dei più noti arbitri italiani, il quale – come abbiamo già scritto altre volte – proprio a Molinella, nell'aprile del 1931, al termine di una partita con la Portuense venne messo ko sotto il portico di Maggiorana (ora Caffè Mazzini) dal capotifoso molinellese Barilén.

 

Non vi è invece traccia nelle pagine del libro (l'episodio appartiene evidentemente all'aneddotica di paese) del vespino che il liceale Pierluigi Collina aveva comprato dall'avvocato Paolo Ghedini, in sella al quale il pelato scorrazzò per molto tempo lungo le strade di Bologna.

 

 

 

 

   

 

 

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