Macché Frigette! Chi la conosce?! Partita o allenamento, noi giochiamo alla Free Jet

 

 

Sulla prima pagina de L’Aperitivo-Nuova Serie, distribuito domenica scorsa allo stadio in occasione della gara casalinga con Gallo, Claudio Decataldo, che ne cura la pubblicazione per conto dell’US Reno Molinella, pone un tema di grande interesse: stiamo perdendo la memoria collettiva dei luoghi, delle persone, del tempo e delle storie che componevano (anche) il nostro “universo sportivo”. Presto non saremo più in grado di dire perché una certa cosa si chiama così e non in altro modo. Ciò che è ancora ben presente nei ricordi delle persone un po’ più in là con gli anni, non lo è evidentemente per i più giovani. Ecco, qui di seguito, l’allarme lanciato da Deca nella versione integrale per Duecaffè.

 

 



Q
uanti sono i giovani calciatori che hanno calpestato l’erba del mitico campo della Frigette? Difficile dirlo. Va da sé che, dai primi anni 70 ad oggi, purtroppo (o per fortuna) il campo della Frigette, semplicemente “la Frigette”, resta ancora  l’unica valida  alternativa allo Stadio Comunale, un’importante valvola di sfogo che permette agli oltre 200 tesserati del US Reno Molinella di allenarsi e disputare partite amichevoli e di campionato.

Da gennaio 2014 è infatti la società verdeblu che ha in gestione l’impianto di via Redenta. L’importante lavoro di restyling, che ha impegnato in prima persona tecnici e  dirigenti, ha prodotto un pregevole risultato che è sotto gli occhi di tutti.

Agli stessi giovani allenatori che via mail e whatsapp si danno appuntamento “alla Free Jet“ (?!) è forse  bene ricordare che il campo è di proprietà della Cooperativa di Consumo G. Massarenti. Per consuetudine, viene ancora adesso chiamato “Frigette”, dal nome dell’azienda produttrice di condizionatori per auto (che oggi conosciamo come Webasto), che aveva e che ha ancora sede proprio di fronte alla struttura sportiva.

Fu grazie all’accordo tra il presidente e fondatore della Diavia Frigette, dott.Carlo Mantellini, e la Cooperativa Massarenti che una parte di quell’area venne destinata dal Comune a campo di calcio, mentre nella zona adiacente (era il 1° maggio 1975 ) veniva inaugurata una pista da motocross, che ospitò gare di livello internazionale fino alla sua chiusura, avvenuta nel 1990. Il rapporto di collaborazione Cooperativa-Azienda-Comune si estese anche alla Polisportiva. Il marchio Diavia-Frigette compare per la prima volta sulle maglie del Molinella Calcio all’inizio del campionato 1974-75, che si concluderà con il ritorno in Promozione della squadra rossoblu, guidata dal tecnico Gustavo Fiorini. 

“L'abbinamento Frigette” (all’epoca, la parola “sponsor” era ancora sconosciuta) modificò in qualche modo anche la carta d'identità del glorioso sodalizio rossoblu, che sui Comunicati Ufficiali degli anni seguenti non sarebbe più comparso con la storica definizione di Società Polisportiva Molinella-Sezione Calcio, ma unicamente come Molinella-Frigette.

Un legame quasi identitario, che andò poi allentandosi, quando nel 1985 arrivarono in azienda con un robusto pacchetto di azioni gli americani della United Technology. Dieci anni dopo, nel 1995, la Diavia Frigette, società partecipata del Gruppo Delphi Italia, con un fatturato di circa 280 miliardi di lire all’anno, passò nelle mani della General Motors. Nel 2012 l’ultimo passaggio di proprietà, con la cessione, da parte di Delphi Italia, della Diavia Frigette alla società Webasto, con sede a Monaco di Baviera, specializzata nella produzione di condizionatori per veicoli commerciali.

Nonostante l’azienda abbia perduto il suo nome d’origine, inglobata all’interno del colosso tedesco, c’è chi continua ancora a chiamarla Frigette. Con quel nome, ha caratterizzato per un lungo periodo l’economia e lo sport molinellese.

 

Claudio Decataldo

 

Foto in alto:

1 (maggio 1975) - sulle maglie dei giocatori del Molinella è ben visibile il marchio Frigette;

2 (dal Domani di Molinella) - pubblicità Diavia Frigette)

 

L’autore ringrazia  per la collaborazione: Andrea Martelli, Andrea Gabusi, Orlando Chiarini, Redenzio Cenci, Guillermo Melloni.

 

 

 

 

 

   

 

 

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