1964. L'ultima Festa di Molinella. I tempi stavano cambiando. E arrivò la Fiera




Il campanile nuovo che sarà presto abbattuto fu la grande attrazione della Festa di Molinella del 1964. “La grande opera - scriveva con orgoglio Don Gardini sul bollettino di luglio - poté dirsi terminata il 6 maggio di quest’anno, quando venne issata là in cima la grande croce di ferro”.

Molti molinellesi (come i tanti “forestieri” che la prima domenica di luglio arrivavano qui per un giro in autopista o in calcinculo) non si lasciarono scappare l’occasione di farsi fotografare ai piedi del “gigante”. Il fotografo Alberto Mai girava per piazza distribuendo biglietti da visita con il prezzo di uno scatto a poche lire, “sviluppo e consegna immediata entro 24 ore”.

Qualcuno chiese di poter fare anche una panoramica di Molinella dall’alto, ma in questo caso il Parroco “negò gentilmente l’uso privato delle fotografie dal campanile” (…).

Per aiutare il Parroco perennemente in difficoltà, si tenne per la prima volta il 4 e il 5 luglio 1964 la “Pesca di beneficenza pro Chiesa Nuova”. Il banchetto (non si chiamava ancora stand) venne montato sotto il portico del Credito Romagnolo. Ogni biglietto costava 100 lire. L’incasso finale fu di 350 mila lire, che “al Parroco avranno fatto sicuramente comodo”.

Al Parroco avrebbe anche fatto comodo che qualcuno gli dicesse cosa fare, riguardo l’opportunità di tenere o meno la processione per la Festa di Molinella. Convinto che sopprimere la tradizionale processione con la statua del Santo, o anche solo togliere la banda, equivalesse a una resa incondizionata, il 17 maggio Don Gardini scrisse al Vescovo, per rappresentargli la situazione: “Giochi, piscina e gare sportive distraggono già gran parte della nostra gioventù. Privarsi anche della banda significherebbe perdere anche l’ultimo mezzo efficace di richiamo e lasciare il campo dei festeggiamenti in mano ad altri. Quest’anno si aggiunge poi un elemento nuovo: si è composto un comitato cittadino che vorrebbe prendere un’altra banda e promuovere il ballo e altri festeggiamenti civili. Perciò, indipendentemente dall’atteggiamento della Parrocchia, in quel giorno si farà gran festa. Che fare dunque? Tenere la processione a carattere penitenziale in mezzo ai baracconi, quando il paese è pieno di suoni? Non è dignitoso. Sopprimere la processione? Equivale a distruggere ogni carattere cristiano della festa (anche se il comitato suddetto ha cortesemente invitato la Parrocchia a collaborare)”.

Come anticipato dal Parroco, era nato intanto il Comitato Fiera. Dopo trecento e passa anni di onorato servizio, San Francesco da Paola poteva andare tranquillamente in pensione.

La processione, la banda Rossini, le bancarelle, le giostre e la tombola da 100mila lire (20mila la cinquina): era tutta qui la Festa di Molinella, una volta.

Nel 1964 cambiò il manico. L’Antica Festa della Molinella, di cui vi è traccia negli archivi della Parrocchia fin dalla metà del XVII secolo, d’ora in poi si chiamerà Fiera di Molinella. Alla Parrocchia subentrerà la Polisportiva. Nel giro di due o tre anni la tombola (“che da chè mondo è mondo si era sempre levata dal balcone di Magli”) lascerà il posto alla lotteria con in palio un’automobile Fiat 124, e la processione la farà la gente. Non più dietro la venerata statua del Santo, ma davanti alle biglietterie dello stadio, dove presto avranno inizio i Giochi d’Estate (…)

 

Andrea Martelli, Tanti saluti dal secolo scorso-modificato (Ed. La Compagnia del Caffè, 2000)

 

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(Redazione Il Caffè/Duecaffè)

 

   

 

 

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