Un record che non sapevamo di avere:

è di Molinella il più giovane marcatore di Serie B di tutti i tempi

 

Tra le pieghe statistiche del campionato cadetto, che è cominciato ieri, ecco una bella sorpresa per gli sportivi di Molinella. Sapevamo di essere stati per ben 56 anni (dal 1939 al 1995, quando fu promosso in B il Castel di Sangro), il più piccolo comune d'Italia ad aver piantato la propria bandierina tra le grandi squadre della seconda serie nazionale. Non sapevamo però che fosse di Molinella il più giovane marcatore di Serie B di tutti i tempi.

 

Il 2 giugno 1940, quando andò in gol contro la Pro Vercelli, nobile decaduta del calcio italiano, Werther Gaiani, centravanti del Molinella, all’esordio quel giorno in Serie B, aveva appena 14 anni, 11 mesi e 4 giorni. Grazie a quella prodezza, il molinellese Gaiani entra di diritto nella storia del calcio italiano come il più giovane marcatore all time della Serie B. Il più giovane marcatore di Serie A, Amedeo Amadei della Roma, aveva 15 anni 9 mesi e 13 giorni quando segnò il suo primo gol (9 maggio 1937, Lucchese-Roma 5-1), per cui si può concludere che il molinellese Gaiani è in assoluto il più giovane marcatore di tutto il calcio italiano a girone unico. 

 

 

Molinella, 1940-41: Gaiani è il primo a sinistra

 

Dobbiamo questa scoperta ad Andrea Ridolfi, toscano di Ponte a Ripoli, esperto di calcio, profondo conoscitore soprattutto di quello sudamericano, sul quale ha scritto anche diversi libri. Essendosi rivolto qualche mese fa al Comune di Molinella per avere conferma dei dati anagrafici di Gaiani e di altri giocatori molinellesi che hanno militato tra i cadetti (Bovoli, Spanazzi, , ecc …), Ridolfi è stato quindi invitato a prendere contatto con la redazione del caffè, presso la quale ha trovato alcuni documenti di suo interesse, che gli sono stati puntualmente inviati in copia. 

 

Ecco cosa scrive Ridolfi nel suo blog (Storia della Serie B, capitolo I: anteguerra, 1929-1943):

 

(…) Nel 1939-40 tra le 18 partecipanti spuntò il Molinella, squadra rivelazione della Serie C dell'anno precedente. Il piccolo comune emiliano ebbe così l'onore di vedere la propria formazione rosso-blu giocare tra le "grandi" della Serie B, con una rosa composta per la maggior parte da giocatori emiliani con alcuni innesti di prestigio (Norberto Ligüera, uruguaiano, e Dino Gifford). Il torneo prevede quattro retrocessioni e due promozioni: in A salgono Atalanta e Livorno (quest'ultimo dopo una sola stagione); in C scendono Molinella, Vigevano, Sanremese e Catania: il Palermo, inoltre, fallì e fu escluso dalla B 1940-41, dovendo ripartire dalla C come "Unione Sportiva Palermo-Juventina" dopo la fusione con la Juventina Palermo. Nella stagione 1939-40 furono inoltre stabiliti due primati, uno difficilmente superabile: quello del più giovane marcatore in una partita di Serie B. A scrivere il suo nome nella storia fu Werther Gaiani, centravanti del Molinella che debuttò il 2 giugno 1940 a Molinella contro la Pro Vercelli e segnò il gol del 6-1 all'87º minuto. Gaiani, nato a Molinella il 29 giugno 1925, aveva 14 anni, 11 mesi e 4 giorni al momento del gol. Il destino di Gaiani fu però segnato dalla sfortuna: i promettenti inizi di carriera, che lo videro vestire la maglia della rappresentativa regionale emiliana e passare brevemente al Bologna nel 1944, furono stroncati dalla seconda guerra mondiale. Gaiani morì durante il conflitto proprio a Bologna il 1º settembre 1944 ed è sepolto nel cimitero di Molinella. L'altro primato è il numero di gol realizzati in una singola stagione, messo a referto da Vinicio Viani che migliorò il suo precedente record del 1935-36 andando a segno per 35 volte in 31 presenze con la maglia del Livorno. Il 10 giugno, il giorno dopo le partite della 33ª giornata, Mussolini annunciò l'ingresso dell'Italia nella Seconda guerra mondiale. Da quel momento, gli eventi bellici s'insinuarono, più o meno intensamente, nei campi di calcio d'Italia.

 

                                     

                                  La Gazzetta dello Sport, 3 giugno 1940                               Werther Gaiani

 

 

Il record di Gaiani è certificato dalla Gazzetta dello Sport del 3 giugno 1940:

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32^ giornata (quindicesima di ritorno)

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PUNTEGGIO CLAMOROSO: I ROSSOBLU TRAVOLGONO LA PROVERCELLI (6-1)

Marcatori: Spadoni (M.) al 26’, Bonesini (M.) al 30’ del primo tempo; Bonesini (M.) al 10’, Busoni (M.) al 16’, Ottino (PV.) al 18’, Spadoni (M.) AL 29’, Gaiani (M.) al 43’ della ripresa.

MOLINELLA: Medola; Spanazzi. Magli R.; Busi, Calanchi, Procura; Busoni, Bonesini, Gaiani, Spadoni, Gottellini.

PROVERCELLI: Donati; Bredo, Pramaggiore; Bergamasco, Vannucci, Rambaldo; Ottino, Carasso, Barbero, Alberico, Pozzo.

Arbitro: Pizziolo

Il Molinella, rimaneggiato nei ranghi, ha dato modo allo scarso pubblico presente di assistere ad una partita interessante per l’impegno e per la tecnica che ha sfoggiato. Le reti sono scaturite nitide, malgrado la tenace difesa dei vercellesi. Il Molinella è stato superiore ad ogni attesa. Si è distinto in modo particolare il quattordicenne Gaiani al centro dell'attacco, autore di un bellissimo punto su azione in linea e di due precisi passaggi che Bonesini e Busoni hanno trasformato in altrettante reti.

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La vicenda di Werther Gaiani, record a parte, era comunque già nota ai lettori del caffè e ai molinellesi che in questi anni hanno avuto modo di leggere i libri pubblicati dalla Compagnia del Caffè. Il primo a scriverne (in un articolo poi ripreso da Andrea Martelli in Una squadra che tintinna) è stato nel 1990 l’allora decano dei giornalisti sportivi ravennati Gino Strocchi, che lo ricordava così:

Con Werther Gaiani ho avuto la fortuna di giocare nelle rappresentative regionali, “under 18”, come si direbbe adesso, in più di un'occasione. Per tutti “Gaianén”, come lo chiamavamo perché ancor più giovane di noi, nonché per il suo fisico minuto, ma agile e di grande intelligenza calcistica, era la mascotte portafortuna. Con lui in squadra, la rappresentativa della nostra regione, guidata dall'ex azzurro Perin, non ha mai perso una partita. Ricordo la prima di queste. Si giocava a Parma, avversaria la rappresentativa lombarda. C’era in squadra con noi anche un altro grande molinellese, che qualche anno dopo arrivò ad indossare perfino la maglia della Nazionale: Augusto Magli. Eravamo giù a tavola, seduti nel salone della “Corona Ferrea”, dove eravamo giunti alla spicciolata, vestiti alla meglio con le nostre valigie di fibra, posate acconto alle sedie, quando improvvisamente, bene inquadrati e con una divisa uniforme, fecero la loro entrata gli avversari, sotto la guida di De Vecchi, chiamato il “Figlio di Dio”. Gaiani capi al volo il nostro stato d'animo e disse ridendo di gusto: “Beh, dopotutto, hanno due gambe proprio come noi”. In campo, i lombardi, nelle cui file erano schierati nomi che poi diverranno famosi – Annovazzi, Begni e Granata, fra gli altri – andarono in gol dopo appena cinque minuti di gioco.Tornando a centro campo per la ripresa del gioco, Gaiani chiese alla nostra panchina: “Quanto manca alla fine?”; “Ottantacinque minuti”, fu la risposta di Perin: “Allora, abbiamo tempo di rimediare” fu la sottolineatura del nostro indimenticabile compagno di squadra. Ed ancora una volta, Gaiani ebbe ragione, perché la partita finì 4 a 1 per noi e per Gaiani, autore di due splendide reti, negli spogliatoi fu festa grande.

 

 

Incontro tra rappresentative, gennaio 1943: Gaiani è il secondo da destra in basso; alle sue spalle Augusto Magli

 

Alla fine del 1943, in fuga dalle bombe che piovevano a grappoli sulla città, trovò riparo a Molinella, presso i parenti della moglie, Ettore Puricelli, il grande centravanti uruguaiano del Bologna, due volte campione d’Italia con i rossoblu e due volte capocannoniere della massima serie. In quel periodo, Testina d’Oro (questo il soprannome che Puricelli si era guadagnato per la sua straordinaria abilità nel colpire di testa) giocò alcune amichevoli col Molinella, avendo come compagno di linea proprio il giovanissimo Werther Gaiani, al quale pronosticò un radioso futuro in serie A. Ma le cose non andarono precisamente come Puricelli aveva previsto, perché Werther Gaiani morì sotto il bombardamento della Bolognina, il 1° settembre del ’44. Settant’anni domani.

(Molinella, 31 agosto 2014)

 

 

 

 



 

 

 

 

   

 

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