Gli elefanti hanno buona memoria

 

 

                                                                                                                                              

 

Il gruppo facebook “Sei di Molinella se...” , aperto domenica scorsa alla Torretta da Maurizio Rizzi, Samantha Moretto e Nick Basset, ha già raccolto in pochi giorni più di 1300 adesioni. Un successone! Bella l'idea, tantissimi i post che riportano alla memoria luoghi e volti di una Molinella che non c'è più. Alcuni davvero simpatici, altri un po' meno. Fantasiosi o banali, ironici o da far cadere le palle, fulminanti o confusi, inutili e necessari, esattamente  come sono i pensieri scritti del popolo della rete, dove trovi di tutto e il suo contrario. Ciò che conta, però, è il quadro d'insieme, in cui predomina la nostalgia e una gran voglia di condividere almeno i ricordi. Non mancano, ovviamente, i riferimenti sportivi: la piscina di una volta su tutti e poi il calcio anni 70. Tra i post di maggior successo, 132 mi piace e 19 commenti, quello del fotografo Grassi, il quale scrive “Sei di Molinella ma sono sicuro che non hai mai visto gli elefanti bere nella fontana del Comune”. Invece no, caro Grassi. La foto che hai pubblicato l'abbiamo vista, eccome, anche prima di te. Per fortuna che gli elefanti hanno buona memoria, come sanno bene i lettori dei classici Garzanti. Se potessero parlare, questi direbbero di essere del Circo Orfei e che la foto, quella che li ritrae di schiena mentre bevono alla fontana del Comune, la scattò il geometra Giancarlo Martelli nel 1961 dalla finestra del suo ufficio in Municipio. Avrebbero anche altre cose da dire, gli elefanti: per esempio, come fu che nel 2002 il file di quella foto venne furbescamente sottratto al suo momentaneo possessore e copiato senza alcuna autorizzazione, men che meno quella della moglie del geometra (nel frattempo scomparso), la quale molto si dispiacque, e con giusta ragione, quando vide la fotografia a cui teneva tanto stampata sulla copertina di un giornale locale. L'autore del colpo si scusò, dicendo di aver agito in buona fede, ma ormai il danno era fatto. Non sappiamo come il file incriminato sia arrivata in mano a Grassi. E' vero che internet è un porto franco in cui tutto è di tutti e di nessuno, ma un po' di correttezza anche qui non guasterebbe. Se la classe del fotografo “non è acqua” come dicono, cosa costava al buon “Grassi sei un mito!” rendere merito al vero autore della foto, invece di giocare sull'equivoco, lasciando addirittura credere a tutti di essere lui l'artefice del clic che tanto piace e prendersi per questo anche gli applausi a ditino alzato? (a.m.)

 

20 gennaio 2014

 

 

   

 

 

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