Cara Spal, addio

 

 

Né il tamburo di Saint Barth mc2 col suo ossessivo richiamo a suggestioni africane, né l’effimera ebbrezza del mojito di Vanquish riescono a distrarmi e a lenire il dispiacere per la Spal. La Spal che tutti noi della Panchina di Andrea Costa amiNè il tamburo di Saint Barth mc2 col suo ossessivo richiamo a suggestioni africane, né l’effimera ebbrezza del mojito di Vanquish riescono a distrarmi e a lenire il dispiacere per la Spal.

La Spal che tutti noi della Panchina di Andrea Costa amiamo non è stata ammessa al campionato di calcio serie C per non aver rispettato i termini per l’iscrizione. Inevitabile la retrocessione a palcoscenici di periferia, prospettiva che mortifica l’ardore delle migliaia di seguaci, vane le promesse del recidivo presidente Joe Tacopina, il cui bonifico di 3 milioni per salvare la squadra si è misteriosamente inabissato nelle profondità dell’oceano Atlantico.

Da un mare più a misura di tifoso, l’Adriatico di Milano Marittima, per conto del nostro “Caffè” ci improvvisiamo portavoce degli spallini più “colpiti”, Stefano Jorge Giordani, i fratelli Michielon ( Antonio il nostro Direttore non ha avuto il cuore di parlarne), Alberto Bert traghettano doc, Renzo Manzoli ferrarese emigrato qui da una vita, Tino Tormen Fattori che alla gloriosa Società in odore di fallimento aveva dato spontaneamente il contante per un abbonamento col medesimo slancio con cui il 18 dicembre 1935, nella giornata della Fede, le donne d’Italia donavano le proprie fedi nuziali per sostenere i costi della guerra d’ Etiopia.

Il “Dramma” spallino induce a consultare almanacchi e a enfatizzare  ricordi personali.  Molinella e Spal, febbraio 1933, prima divisione, inaugurano l’illuminazione del nostro stadio Comunale, 3 a 3 il risultato finale dopo clamorosa rimonta dei nostri rossoblù; Spal Juventus, febbraio 1957, la prima volta che vedo di persona i bianconeri scesi dal Piemùnt per fare polpette dei “modesti” provinciali, finisce 3 a 1 per i biancazzurri, segnano Broccini e Di Giacomo, stanno a guardare Vavassori, esordiente al posto del titolare Viola, e capitan Boniperti che qui chiamano Marisa perché gioca sulle punte e non sporca la maglietta nonostante la pioggia che cade copiosa sui giocatori e sui miei sogni juventini; un sondaggio promosso dal Guerin Sportivo, anni 70, giudica la maglia della Spal la più bella d’Italia assieme a quella della Samp; Andrea Zaffagnini, che un Max Allegri agli esordi lancerà contro Avellino in serie C, vince il campionato giovanissimi; Andrea Landi colleziona 51 presenze in prima squadra. Oltre ai nomi summenzionati tutta la Molinella sportiva, dicevo, si stringe attorno alla squadra che ha dato lustro alla città, e auspica un pronto ritorno al rango che merita.   

La nostra redazione, a sua volta, fa quadrato attorno al suo “deus ex machina” Andrea, colonna portante e ispiratore del giornalino in carta e on line attualmente ai box per un inopinato “guasto alla trasmissione” che non gli impedisce di catturare, seppur di rimbalzo, le notizie che animano lo sport nostrano. Anche Andrea, come noi, ha a cuore la vicenda della Spal. Nell’attesa di tempi migliori, per dirlo con Barbra Streisand, ci afficiamo alle “memories”: possiamo sognare dei vecchi giorni, ricordiamo il tempo in cui sapevamo cos’era la felicità.   (Sandro Bertocchi)

 

 

   

 

 

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