"Oltre le erbe che crescono tra le crepe della pedana"

C’è un rettangolo di gioco incolto, con l’erba alta e una pedana di cemento piena di crepe. Un angolo di provincia che non ha nulla a che vedere con i manti erbosi ben curati del Golden Gala o della Diamond League. Ma è proprio qui, in questo spazio dimenticato, che si compie qualcosa di magico, fatto di dedizione, passione e generosità. È qui che un’atleta che ha vinto medaglie e vestito l’azzurro ai Campionati Italiani Assoluti, agli Europei e alle Universiadi, che ha gareggiato contro le migliori del continente nel lancio del disco e che ha fatto dell’atletica la propria professione, decide di tornare indietro. Non per nostalgia, ma per prendere per mano chi sta muovendo i primi passi in questo mondo sportivo duro e affascinante.
Non si scandalizza Stefania Strumillo, se il campo è tutto fuorché perfetto. Perché lei sa bene che non sono le luci dello stadio a far brillare una carriera, ma la voglia di scagliare quel disco (o quel peso) sempre un metro più lontano. E’ proprio di questi giorni anche il suo primato stagionale, fatto registrare al Meeting di Dublino con la misura di 58.06 m che le è valso il terzo posto assoluto. E allora resta lì, sotto il sole rovente di luglio, a correggere un appoggio, a spiegare un gesto tecnico, a offrire consigli che non si trovano nei manuali ma che si guadagnano solo con anni di lanci e di esperienza.
C’è una ragazza giovane oggi accanto a lei, Bianca Benedetta Montanari. Occhi pieni di sogni e braccia ancora inesperte. Ma pronte ad imparare. E quella presenza al suo fianco diventa così più di un’allenatrice: diventa una guida, un esempio di cosa significhi non arrendersi mai, nonostante gli ostacoli, nonostante le delusioni, nonostante le crepe, non solo del cemento della pedana, ma di un sistema sportivo che troppo spesso ti lascia solo a dover emergere.
Stefania Strumillo per questo è un esempio, come dice il suo "vecchio" allenatore Tobia, perché rappresenta chi invece di dimenticare le proprie radici, torna indietro ad annaffiarle, consapevole che è proprio da lì che tutto è cominciato, da una vecchia palestra di paese di via Andrea Costa che tra poco compirà 90 anni.
Per lanciare lontano il disco e con esso una carriera non serve un prato perfetto. Serve una grande forza di volontà e qualcuno che ti insegni a credere che anche da un campo spelacchiato di provincia si può partire per volare lontano. (FM)





















