Game over: la piscina chiude, il nuoto muore

Questo mese di agosto ci ha lasciato l’immagine dei campi da tennis demoliti dalle ruspe e l’eco, non meno rumorosa, di un comunicato con il quale il Sindaco, l’11 scorso, annunciava la chiusura della piscina al termine della stagione estiva. Ma se il tennis può sperare di trovare ricollocazione entro l’anno prossimo presso il nuovo centro sportivo in fase di costruzione lungo via Romagne, il comunicato del Sindaco suona invece come un atto di condanna definitiva per la piscina e il nuoto agonistico molinellese. Si tratterebbe di una chiusura temporanea, secondo il Sindaco, giusto il tempo di farsi un’idea riguardo le maggiori criticità delle vasche per poi procedere ai necessari e costosi lavori di ristrutturazione e riqualificazione dell’intero impianto. Ma è difficile credere che tutto ciò possa compiersi in così poco tempo. La progettazione, l’individuazione di un bando a cui partecipare (con la certezza di vincerlo), l'assegnazione dei lavori e la realizzazione degli stessi richiedono tempi lunghi. E poi, come pensare di affrontare velocemente tutti questi lavori e tutte queste spese, se davvero, come si sente dire, le casse del Comune sono vuote? “Non ci sono i soldi” è un mantra che dura ormai da più di un anno e che non potrà andare avanti in eterno.Ci si candida alla guida di un comune con la giustificata presunzione di far meglio di chi c’era prima. Chi guida un comune è chiamato a trovare delle soluzioni, non solo a certificare delle “criticità”. Non voglio insegnare il mestiere a nessuno, non nego le difficoltà e non voglio farla neanche troppo facile. Vorrei solo ricordare ad un erede di Martoni la lezione sempre attuale del vecchio Sindaco: se c’è la volontà politica di fare una cosa, quella cosa si fa; se i soldi non ci sono, i soldi si trovano. Se la piscina è un problema, non si può pensare di risolvere il problema chiudendo la piscina. Che la piscina avesse dei problemi si sapeva da tempo. Non è storia di ieri o dell'altro ieri. Per arrivare in fondo alla questione, bisogna risalire almeno al 2005, quando l'Amministrazione Comunale di allora diede in gestione la piscina per ben 13 anni (!) senza imporre al gestore, vista la durata della concessione, l’obbligo di eseguire interventi di manutenzione straordinaria dell'impianto non più rinviabili. Nel decennio 2014-2024 il Comune ha speso comunque 500mila euro per tamponare la situazione e mantenere aperta la piscina. Oggi sembra che tutto si possa fare a contributo-zero. La proposta di gestire gli impianti senza alcun sostegno economico da parte del Comune potrà forse funzionare per lo stadio e il palazzetto, che hanno costi di gestione molto inferiori, ma non per la piscina. Non si può neanche dire (cito sempre il comunicato del Sindaco) che su questo tema di così grande importanza sia stato aperto un confronto costruttivo con tutte le società sportive. La Molinellanuoto, ad esempio, si è trovata di fronte al fatto compiuto, ad una decisione già presa: o gestite voi la piscina senza contributo da parte del Comune o la piscina chiude. Non un problema di agibilità o di funzionamento dell’impianto quindi, ma un problema meramente economico, che ha messo ugualmente la società con le spalle al muro. Un “prendere o lasciare” che ha escluso in partenza ogni possibilità di dialogo. L’invito rivolto alle società sportive di accollarsi integralmente le utenze di tutti gli impianti comunali (stadio, palestre, piscine…) pena la chiusura, porta inoltre con sé una conseguenza inevitabile: per far fronte ai costi delle utenze, le società saranno costrette ad aumentare le quote associative annuali dei tesserati. In un contesto in cui lo sport rappresenta già un impegno economico per molte famiglie, questa strategia rischia di escludere progressivamente i più giovani dalla pratica sportiva, alimentando una disuguaglianza di accesso che contraddice qualsiasi obiettivo di inclusione e crescita sociale. Nella successiva intervista al Resto del Carlino del 13 agosto, il Sindaco ha chiarito meglio il suo pensiero, dichiarando con disarmante semplicità che Sport e Cultura non sono servizi primari per la comunità. Per questa Amministrazione, lo sport e la cultura sono evidentemente solo un peso economico di cui liberarsi alla svelta, non un investimento per il benessere e la crescita di una comunità. Significativa a questo riguardo la fretta con la quale l’Amministrazione ha demolito i campi da tennis prima ancora di rendere disponibili per gli appassionati quelli nuovi. In tutta questa triste vicenda, dispiace che il Sindaco non abbia speso neanche una parola per la Molinellanuoto che in ottobre festeggerà 30 anni di vita in “esilio” e che già mette in conto di perdere il 40-50% dei suoi 80 tesserati, costretti ad emigrare nelle piscine di Medicina, Castenaso, Portomaggiore, Argenta, etc, con costi altissimi di trasporto e affitto spazi-acqua. Una società che, soprattutto, ha collezionato in questi anni 8 titoli italiani a livello giovanile e ha dato due atleti alla Nazionale. Una società che dal 2011 organizza inoltre un meeting di livello nazionale nella piscina storica da 50 metri, vetrina di primaria importanza per giovani nuotatori che (come Orsi, Bianchi, Deplano, Ceccon e altri) si sono poi affermati a livello olimpico e mondiale. Si sente dire che forse il Comune organizzerà da settembre i trasporti verso la piscina di Altedo per i bambini dei corsi, ma questo non sarebbe di sicuro una vittoria o un passo avanti. Sarebbe soltanto un ritorno agli anni precedenti il 1992 quando non c'era ancora la piscina coperta e la squadra agonistica.A 24 ore dalla chiusura ufficiale della piscina, non so se ci saranno sviluppi ulteriori che a questo punto è difficile immaginare. So soltanto che lo sport vive di coraggio e passione. D'inerzia lo sport muore.
Andrea Martelli




















