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Sulla piscina interviene Dario Mantovani

Ho letto con la consueta attenzione le parole e le riflessioni che Andrea Martelli ha voluto portare all’interno del dibattito pubblico in merito alla chiusura della piscina di Molinella. Nella cacofonia di questi tempi in cui tutti parlano di cose che non sanno, ha perlomeno un effetto balsamico leggere le parole di chi lo sport molinellese lo segue da lunghi decenni conoscendo bene, tra le altre cose, la storia degli impianti. Premessa doverosa: mi asterrei volentieri dall’intervenire pubblicamente su questi argomenti. Il problema è che spesso vengo tirato per la giacca su quello che avrebbe fatto o non fatto la mia amministrazione nel decennio 2014/24. Tanto vale allora dare qualche elemento di valutazione in più rispetto a un argomento molto sentito. In realtà ha già detto quasi tutto Andrea: chi conosce la storia dell’impianto sa benissimo che il problema di quella piscina nasce con il bando svoltosi a metà anni 2000 in cui è stata data la gestione a un privato per un lungo periodo di tempo senza chiedere come contropartita alcuna manutenzione straordinaria. Tutto legittimo per carità. Ma è stato un po’ come prestare l’auto a qualcuno che te la riporta con 300.000 chilometri in più, con i fanali rotti, due ruote bucate, il radiatore rotto e il serbatoio vuoto. Da lì è cominciata una lunga politica delle pezze, nell’impossibilità di rifare l’impianto o di ristrutturarlo da capo a piedi. Tuttavia le famose pezze, che nel decennio 14/24 hanno toccato il miliardo di vecchie lire (visto che la politica locale è ferma agli anni ‘70 è meglio usare il vecchio conio, che a dire 500.000 euro alcuni non afferrano) hanno consentito un risultato: tenere la piscina aperta. Certamente un impianto con delle problematiche evidenti, ma aperta. Come potrebbe essere aperta domani mattina, arrivasse un gestore senza la richiesta di un contributo. Perché è questo il punto politico: il contributo, non la presunta inagibilità della struttura. La piscina comunale è un impianto sicuramente molto logoro, ma non inagibile ad oggi. E allora visto che Andrea ha parlato di quello che Martoni avrebbe definito come “il primato della politica”, e cioè la capacità di individuare obiettivi e poi di costruirci attorno le condizioni per cui questi possano essere raggiunti, serve essere chiari: gli obiettivi individuati dal Sindaco sono giusti, ma sono tecnicamente raggiungibili lasciando l’impianto aperto fino all’inizio di un eventuale cantiere (di cui ad oggi non c’è né finanziamento né progettazione). Il tema vero è quello dei soldi per la gestione, ancor prima che per gli interventi, che sicuramente scarseggiano. Lo so bene, erano pochi anche prima. Tuttavia anche qui serve un surplus di franchezza: se il piano per internalizzare il saldo negativo tra il patrimonio della partecipata e situazione debitoria della stessa fosse stato attuato prima (bastava non fare il giro del mondo in ‘80 giorni cercando pareri e consulenze in lungo e in largo: tanto che poi il piano è stato redatto dai consulenti della vecchia amministrazione, ironie della vita) e non 15 mesi dopo il subentro della nuova amministrazione, forse si sarebbe potuto spalmare la stessa quantità di denaro da accantonare in un ciclo di bilancio in più. La faccio breve, per chi considera le righe qui sopra scritte in aramaico: saltavano fuori 150/200.000 con cui magari il problema piscina si sarebbe potuto affrontare diversamente. In politica, come dice spesso il Professor Cacciari, i tempi sono importanti. E spostare una soluzione avanti di un anno ha avuto un costo. Un costo che pagherà la comunità molinellese. Comunità che però oggi non si deve stupire: chi oggi amministra Molinella ha vinto nelle urne, legittimamente, con un programma alternativo a chi diceva che sport, scuola e cultura erano una priorità assoluta. Quelle erano la priorità della vecchia amministrazione, casomai. Chi ha vinto, senza rubare nulla, ha detto altro. Ecco, forse i molinellesi hanno dato per scontato che in alcuni settori non si potesse tornare indietro, dandoli per scontati. Ignorando anche la fatica con cui in anni difficili si è cercato di tenere tutto aperto, anzi, ampliando anche l’offerta in alcuni settori. Adesso, guardando l’epilogo (speriamo temporaneo) di questa storia, possiamo convenire che di scontato non c’è mai nulla. Noi lo sapevamo anche prima. I Molinellesi se ne stanno accorgendo adesso. (DM)
- Pubblicato da redazione, Martedì, 02 Settembre 2025 08:20



















