Piscina, l'altalena del sindaco

 

Il silenzio della piscina. Sempre in altalena tra il dire e il fare, il sindaco tace, scivola sul bagnato e non si fa trovare. Non ha tempo. Pare sia ancora impegnato a contare una per una tutte le 3440 firme di chi chiede la riapertura dell’impianto. 

La chiusura della piscina, decisa in agosto dall’Amministrazione Comunale, è una ferita ancora aperta per molti molinellesi che vorrebbero sapere se e quando si potrà tornare in acqua. In questo clima di incertezza non contribuiscono certamente a fare chiarezza le parole del Sindaco, che una volta dice una cosa e il giorno dopo un’altra. 

A fine dicembre 2025, nel corso di un’assemblea pubblica convocata dalla giunta in auditorium per fare il punto su diverse questioni di carattere amministrativo, ha detto che la piscina avrebbe riaperto nell’estate del 2026, cioè tra pochi mesi, precisando che contatti in tal senso erano già stati avviati con SOGESE, subito smentito, però, dai dirigenti della stessa società di gestione, che mai accetterebbero di prendere in gestione la piscina a “contributo zero” come vorrebbe il comune. All’inizio di gennaio 2026, ha voluto rassicurare una delegazione di genitori della Molinella Nuoto che avevano chiesto di incontrarlo, dicendo che la piscina avrebbe riaperto a settembre del 2027, cioè tra un anno e mezzo, in tempo per la stagione invernale. 

Non c’è un’idea, non c’è ancora un progetto nemmeno abbozzato e allora è abbastanza normale chiedersi su quali elementi il Sindaco basi le sue certezze. Sembrano date e numeri buttati lì a caso, tanto per dire qualcosa.  Avrebbe potuto dire che la piscina riaprirà nel 2028, nel 2030 o, perché no, nel 2033 (in tempo per festeggiare i suoi 100 anni) e il risultato sarebbe stato lo stesso. Anzi, così dicendo sarebbe andato forse più vicino alla verità.

Sulla questione è intervenuta anche la Federnuoto-Comitato Regionale Emilia Romagna nella persona del suo presidente, il quale, in un’intervista al Carlino del 17 febbraio scorso, ha sottolineato l’importanza della piscina di Molinella, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche storico e culturale, ribadendo nell’occasione il valore intrinseco dello sport quale fattore di crescita per tutta la comunità. Lusingato dall’interesse manifestato dalle istituzioni, il Sindaco ha condiviso senza riserve le parole del presidente della FIN, che chiedeva di fare tutto il possibile per rimettere in funzione l’impianto. 

Ora, sappiamo tutti che lo sport non vale una buca sulla strada o un buco di bilancio, nel senso che per un Comune ci sono cose più importanti dello sport e anche più urgenti della riapertura della piscina. Abbiamo capito bene che non ci sono soldi, ce lo sentiamo ripetere tutti i giorni, per qualsiasi richiesta, da quasi due anni. I miracoli non si possono chiedere a nessuno, ma si deve concedere che qualcuno chieda al Sindaco, che per inciso è anche assessore allo sport, di fare finalmente qualcosa anche in ambito sportivo. Non grandi cose, solo qualcosina, un piccolo segnale che riscatti finalmente l’inerzia dell’Amministrazione in questo campo.

Ma se neanche le 3440 firme raccolte in appena tre settimane dalla Molinella Nuoto tra i cittadini che chiedevano la riapertura della piscina, sono riuscite a suscitare una reazione positiva da parte dell’Amministrazione, vuol dire che siamo ancora molto lontani dalla soluzione auspicata. Il primo cittadino non ha commentato in alcun modo il risultato di questa petizione popolare, che ha confermato come la riapertura della piscina, sia un argomento che, per tanti motivi , sta a cuore ad una moltitudine di persone, non solo ad una decina di fanatici che vogliono fare nuoto. 

L'iniziativa però non gli è piaciuta. A chi avrebbe voluto incontrarlo per dare e chiedere spiegazioni ha fatto sapere che non aveva tempo, perchè era impegnato a contare le firme. E non si capisce se era una battuta venuta male o una presa in giro venuta benissimo. Nonostante tutto, contrariamente ad ogni previsione, si parla da qualche giorno di un imprenditore della zona, esperto nella conduzione di impianti sportivi, che i  dirigenti della Molinella Nuoto avrebbero contattato, proponendogli di prendere in gestione la piscina per la prossima stagione estiva, senza pretendere alcun contributo dal a Comune. Ma anche questa soluzione ha avuto un’accoglienza tiepida da parte del Sindaco. Ma questo è il gioco delle parti:  se domani dovesse  riaprire la piscina il merito sarebbe tutto della Molinella Nuoto e il Sindaco, in questo caso, non ne avrebbe alcun vantaggio politico. 

Ad ogni modo, il merito se lo prenda chi vuole, basta che la piscina torni a vivere, che si riaprano gli impianti, quello estivo e magari anche quello invernale. Accontentiamoci per ora di questo spiraglio di luce in fondo al viale di via Andrea Costa. Una possibilità ancora tutta da verificare, di cui vedremo gli sviluppi nei prossimi giorni.  

(Andrea Martelli)

 

EDILIZIA CREATIVA E PICCONE SELVAGGIO

Dopo un paio di sopralluoghi andati a vuoto, perchè ad aspettarlo in piscina non ha trovato nessun tecnico del Comune in grado di rispondere alle sue domande, il nuovo (potenziale) gestore, vorrà verificare di persona, se non l’ha già fatto, le condizioni dell’impianto. E chiederà conto, crediamo, anche della demolizione di una parte della piscina coperta. Il fatto risale all’autunno del 2024, quando il gestore dell’epoca avrebbe agito in proprio per mettere in sicurezza l’impianto. Così scrive il sindaco, rispondendo ad un’interpellanza dell’opposizione il 3 febbraio scorso. Poiché non è stata modificata la sagoma e la volumetria dell’edificio, né la sua destinazione d’uso, ai sensi della vigente normativa in materia edilizia, sempre secondo il sindaco, per l’esecuzione di questi lavori e della successiva pannellatura non erano necessarie delibere, progetti preliminari e gare d’appalto. Guardando la foto qui sopra, ci si chiede però come si possa affermare che non è stata modificata la sagoma dell’edificio, se la vaschetta per i piccoli, che prima era dentro, adesso è fuori. La copertura di quella parte dell’edificio con le pareti di vetro, che i frequentatori della piscina ricordano bene, era “vetusta e ammalorata”, così da giustificare la sua immediata rimozione per salvaguardare l’incolumità degli utenti e del personale, senza la necessità di ricorrere alla perizia di un tecnico che attestasse quanto sopra. Se lo dice il sindaco, sarà vero. Lasciare che il gestore, pur con tutte le ragioni del mondo, possa prendere a picconate l’impianto, non ci sembra il modo migliore per tutelare un bene pubblico.

La demolizione dell’immagine della nostra piscina era cominciata già qualche anno fa, quando certi fotografi d’assalto, al fine di dimostrare l’incuria della precedente amministrazione, avevano documentato in modo pretestuoso tutti i difetti dell’impianto: le macchie di umidità negli spogliatoi, qualche piastrella sconnessa sul piano vasca, le foglie cadute sulla superficie dell’acqua, etc… Stranamente non si erano accorti di quella copertura “vetusta e ammalorata” e della sua armatura in ferro arrugginita. Il sindaco avrà anche ragione ma la demolizione di una parte della piscina coperta appare soltanto come l’ultimo sfregio inferto all’impianto.

(Civis)

 

 

   

 

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

tutto lo sport

Notizie del giorno


RICHARD PARKER NEWS

Storie di cani e altri animali
dal quotidiano La Stampa