CICLISMO
Giro dell'Emilia 2026: da Ferrara a Bologna, dal Castello Estense a San Luca . Quando la storia d'Italia pedala
BOLOGNA - Sarà un'edizione da ricordare, quella del Giro dell'Emilia Granarolo 2026. In programma sabato 3 ottobre, la classica più antica d'Italia, nata nel 1909, si presenta con la sua formula più affascinante: una gara storica, con al via i migliori professionisti italiani e stranieri, e insieme una grande evocazione del territorio.
La novità è tutta nella partenza. Per la prima volta il gruppo scatterà da Ferrara, davanti al Castello Estense e dopo due giri del circuito cittadino di 11,3 km nel cuore della città, la corsa lascerà la pianura per dirigersi verso sud lungo la Porrettana, passando per Bentivoglio e lo stabilimento Granarolo, per poi affrontare le salite di Loiano e la durissima novità di Via Belvedere a Pianoro, 1,5 km all'11% di media con punte oltre il 15%.
Il finale sarà quello leggendario di sempre: cinque ascese al Colle della Guardia, con il circuito di 9,2 km e la Curva delle Orfanelle al 18%, fino al traguardo davanti alla Basilica di San Luca a Bologna. Una sfida dove negli ultimi anni hanno trionfato campioni del calibro di Mas, Roglic, Pogacar e Del Toro.
Al via 22 squadre WorldTour e Professional, da UAE Team Emirates XRG a Visma-Lease a Bike, da Lidl-Trek a Soudal Quick-Step e Red Bull-Bora-Hansgrohe, per una corsa che promette battaglia fino all'ultima rampa.
Il Giro dell'Emilia è anche femminile: da Ferrara partirà subito dopo anche la gara femminile su un percorso ridotto di 111,3 km ma con lo stesso, durissimo arrivo a San Luca
Per la gara femminile il percorso è più raccolto ma tutt'altro che banale. Dopo un giro del circuito cittadino di Ferrara di 11,3 km, le atlete punteranno a sud verso Minerbio, Bagnarola, Castenaso e San Lazzaro di Savena, entrando poi in Val di Zena, poi a Botteghino di Zocca, poi giù verso il Meloncello e per due volte la rampa del San Luca.
Un viaggio tra due simboli, non è solo ciclismo, è storia.
Il Castello Estense di Ferrara, da cui partirà la corsa, è il simbolo della città. Voluto nel 1385 da Nicolò II d'Este dopo una rivolta popolare, partire dal Castello significa partire dal cuore del potere estense.
L'arrivo, sul Colle della Guardia davanti alla Basilica di San Luca, è l'altro cuore dell'Emilia. La basilica, fu costruita tra il 1723 e il 1757 per custodire l'icona della Madonna col Bambino. Ad essa si arriva percorrendo il portico più lungo al mondo, 3,8 km e 666 archi che da Porta Saragozza salgono al santuario.
Non è solo una corsa è un viaggio nel tempo, per la sua 109ª edizione, il Giro dell’Emilia Granarolo fa qualcosa che non aveva mai fatto in 120 anni di storia: partirà da Ferrara.
E San Luca non è solo una salita, è 2 km di storia con la Curva delle Orfanelle al 18%, è il portico più lungo del mondo che dal 1674 accompagna i pellegrini, è il santuario che domina Bologna.
Chi vincerà sabato sul Colle della Guardia non avrà solo messo il suo nome accanto a Coppi, a Bartali, a Roglic e a Pogacar ma avrà unito con un colpo di pedale due città, due secoli, due anime della stessa regione.
(Cesare Natali)

- Pubblicato da redazione, Sabato, 03 Ottobre 2026 08:09



















