Molinella in aria. Storie di molinellesi con le ali

 

Domenica a naso in su per tanti molinellesi attratti dalle evoluzioni in programma all’Aviosuperficie di via Barattino. Per partecipare a modo nostro alla Festa dell’Aria, vi riproponiamo (da Tanti saluti dal secolo scorso; La Compagnia del Caffè, 2000) la storia di Molinella con le ali.

 

 
                 Marcello Sarti, pilota 1915-18 Sarti alla guida del biplano SAML

 

Chissà se “anelasse davvero librarsi in volo” il concittadino Sebastiano Zavaglia, o se - come è più probabile - da giovane studente, affascinato dai misteri della fisica moderna, collaborasse “soltanto per puro spirito patriottico” alla messa a punto della “macchina areostatica o esploratore aereo di guerra”, brevettato nel 1848 dal bolognese Angelo Lodi. “L’aereo veliero”, che avrebbe dovuto rendere preziosi servigi ai difensori della Repubblica Romana, fu però “spanciato dalla malasorte, quand’era ormai in vista dell’Urbe”. Confuso tra “l’illustre pubblico petroniano” che il 28 luglio 1861 affollava il piazzale della Montagnola, Sebastiano Zavaglia fu certamente testimone entusiasta delle acrobazie aeree del francese Godard, a bordo del Grande Pallone Leviatan.

 

Il conte Isolani, “ricco possidente terriero alla Molinella”, fu tra i fondatori della Società Italiana per la Nautica Aerea, una specie di Aero Club ante litteram, che nell’aprile del 1868 finanziò l’impresa di Madame de Poitevin: “Il suo ‘Pallone Mercurio’ si alzò da Piazza Vittorio Emanuele in Bologna oltre i 2.400 metri di quota e, dopo un’ora circa di volo, precipitò nelle campagne tra Budrio e Molinella, senza conseguenze per gli occupanti”.

 

 

L’aereo di Luigi Marzocchi

 

 

Allungò la sua ombra sull’erba dei prati intorno a Molinella anche il velivolo sperimentale di Luigi Marzocchi, l’inventore che si alzò in volo nel novembre del 1911. Questo almeno dicono le cronache del tempo. Tramontata l’epoca dei “velivoli più leggeri dell’aria”, al bolognese Gavotti va probabilmente riconosciuto il merito “di aver mostrato per primo ai molinellesi un aeroplano degno di questo nome”.

Durante la guerra del ’15, si distinse “per la sua temeraria audacia” il molinellese Marcello Sarti, che faceva parte, con i gradi di sergente, della 115^ squadriglia da ricognizione. Alla guida del suo biplano SAML, il fratello di Tenilio e Ughèn Sèrti (“l’uomo dal bastoncino e l’eterno papillon”) è da considerarsi il primo asso dell’aviazione molinellese. Nel 1921 fu tra i soci fondatori dell’Aero Club Emiliano, intitolato a Francesco Baracca. Contagiò di sana passione per il volo altri “aeronauti felsinei”, compreso il figlio Lamberto, che diventerà generale dell’Aeronautica e quindi Addetto Militare presso l’Ambasciata italiana a Buenos Aires.

 

Per Efrem Nobili la conquista del cielo fu un gioco da bambini. Egli non si alzò mai da terra, ma fece volare in alto la fantasia con i suoi aquiloni. E quando il filo non fu più sufficiente per andare oltre, dirottò il suo ingegno sugli aeroplanini ad elastico o ad aria compressa, che nel 1930, appena ventenne, gli valsero il titolo italiano “costruttori modelli volanti”.

 

Di Antonio Caliceti non si poteva certo dire che il suo elemento naturale fosse l’aria. Casomai l’acqua: come nuotatore, aveva infatti conquistato il titolo italiano ai campionati universitari del 1936.. Eppure, ironia della sorte, il pioniere del nuoto molinellese, sottotenente Antonio Caliceti, prestato all’aviazione militare per necessità pre-belliche, nel 1938 andò a schiantarsi con il suo Ghibli-Caproni sulle rocce del Monte Titano, durante la prova di economia e trasporto del III Avioraduno del Littorio, “massimo cimento aeronautico” dell’epoca, che lo insignì, purtroppo, del titolo di “primo molinellese caduto nei cieli della Patria”.

 

A rilanciare la sfida, fu, più tardi, l’istruttore di volo Gianni Ortolani: “Sergio e l’Eurilla, gestori del Ristorante Stadio, sono orgogliosi di questo loro figlio, che vola in elicottero”. Ma il cielo, per noi, è ancora una faccenda da guardarsi rigorosamente dal basso. Sia che scendano i paracadutisti (il primo, spettacolare lancio è del 1962) o che salgano gli aeromodelli (la prima gara ufficiale, promossa dal GAMEN/Gruppo Aeromodellistico Molinellese Efrem Nobili si disputa nel 1967).

 

All’alba degli anni ‘80, tutte le rotte aeree sembrano però convergere su Molinella. Il 1980 sarà l’anno del nostro vero battesimo dell’aria in forma collettiva. In ottobre si alza in volo Lino Bonora, ma qualche mese prima era già stato firmato il contratto tra la Cooperativa Massarenti e l’Aero Club Bortolotti, per l’affitto del terreno destinato ad ospitare l’Aviosuperficie di Molinella. “Il documento reca la data del 26 giugno 1980”, ma se ne parlava fin dal 1975, quando la scelta di Molinella era in alternativa a quella di Imola. “A fronte di un canone invero modesto, la benemerita istituzione molinellese cede ora in uso all’Aero Club, fino al 31 dicembre 2010, un area di Ha 48 in località Barattino, perfettamente pianeggiante e libera da ostacoli, ma utilizzabile solo dopo opportuni lavori che la rendano idonea all’uso aeronautico”. Per sostenere almeno in parte i costi della complessa operazione, l’Aero Club applica da alcuni anni “una sopratassa di lire 1.000 per ogni ora di volo compiuta dai soci”. L’Ages Strade provvede alla chiusura dei fossi, mentre la Ditta Bittelli mette gratuitamente a disposizione dell’Aero Club i rulli compressori e le macchine livellatrici. In pochi mesi la pista è pronta. “Si tratta di una buona pista a fondo naturale, lunga 980 metri e larga 30, delimitata da coni, completata da un hangar e dal quadrato-segnali con manica a vento”.

 

L’Aviosuperficie di Molinella sarà inserita come sede di tappa del VI Giro Aereo dell’Emilia, già nella primavera del 1981, prima ancora dell’inaugurazione ufficiale, che avverrà invece il 4 luglio 1982, alla presenza del Sindaco Martoni, del presidente dell’Aero Club d’Italia, avvocato Baracca, del neo-presidente dell’Aero Club Bologna, Antonio Stefani, e dei suoi principali collaboratori, “giunti chi in aereo e chi in macchina”. L’avioraduno, organizzato per l’occasione, richiamerà una ventina di piloti, tra i quali, “applauditissimo profeta in patria”, c’è anche Lino Bonora, a bordo del suo ormai celeberrimo monoposto Evans VP1 I-LINO. “Lo spettacolo del pomeriggio prevede vari numeri di successo, quali le acrobazie di Zanardo con il Tiger Moth DH e di Mela con il motoaliante SF 25B, gli incredibili ‘tonneaux’ a motore spento del P68 pilotato da Bassini e Berni, i veloci passaggi a volo radente dell’Eiri PIK di Ziche e i lanci dei paracadutisti dal Cessna 206 di Turrini”. A Molinella hanno già eletto il loro domicilio gli aeromodellisti. Presto concentreranno qui tutta la loro attività anche i paracadutisti e gli appassionati del volo a vela. Per i velivoli a motore, la pista di Molinella rappresenterà fra qualche anno “l’ultima spiaggia”, quando la congestione del traffico aereo sul “Guglielmo Marconi” di Bologna renderà la vita impossibile all’aviazione minore.

 

Schiassi, Bonora e Catozzi intenti alla costruzione del primo velivolo molinellese

 

 

In volo sulla Vallazza

 

Il 4 ottobre 1980 il molinellese Lino Bonora aziona la cloche di un aeroplanino monoposto ultraleggero, “che egli stesso, con l’aiuto di due amici, Armando Schiassi e il geometra Massimo Catozzi, ha assemblato in oltre due anni di appassionato lavoro”. E’ il coronamento di un sogno. “Il piccolo velivolo – scrive Mario Zentrell sul Domani - bianco come le innumerevoli notti trascorse nella sede del G.A.M.E.N.ad armeggiare intorno alla sua creatura e azzurro come il cielo di quel pomeriggio fatidico, si alza in volo, con impercettibile rollio, dalla pista di via Madonna Bottarda e scuote dal consueto torpore una coppia di aironi cinerini, che dalla vicina Vallazza si librano in aria ad emularne la maestosità”. L’impresa, assolutamente amatoriale, e senza precedenti per Molinella, trova giusto rilievo nella cronaca del Resto del Carlino e inorgoglisce i concittadini, partecipi dell’evento. “L’aereo, progettato dall’americano Evans, è azionato dal motore di un vecchio furgone Volkswagen 1500. Ha un’apertura alare di mt. 7,90 e pesa 341 Kg. E’ costato circa 4 milioni di lire e, per assemblarlo, ci sono volute oltre 2.000 ore di lavoro”. Lino Bonora è il primocivilemolinellese a volare con le sue ali. Quando vedremo in tivù la pubblicità famosa dell’Amaro Montenegro, ci sembrerà di riconoscere in quei tre amici, campioni del fai-da-te, i protagonisti di questo “volo impossibile sulla Vallazza”.

 

   

(Molinella, maggio 1985)           (Molinella, dicembre 1999)                                             (Molinella, luglio 2013)

 

 

 

   

 

 

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