Storia molinellese del gioco degli scacchi. Le ricerche di Selmi e Rubbini

 

 

Roberto Rubbini, come aveva già fatto in passato anche l’ingegner Selmi, continua a portare avanti con lodevole impegno la sua ricerca storica intorno alle origini molinellesi del “nobile gioco”. Un suo articolo sul maestro Bonocore tenne tra l'altro a battesimo La Bottega del Caffè il 17 gennaio 2013. Frugando negli archivi ha riportato alla luce altri “reperti” che dimostrano come il gioco degli scacchi fosse già praticato a Molinella negli ultimi decenni dell’800, qui introdotto da Giovanni Benvenuti, originario di Pejo. Qualche tempo fa, Rubbini si è rivolto alla Federscacchi e al Circolo Scacchistico Torinese per avere conferma del fatto che a Molinella esisteva il Circolo degli Scacchi fin dal 1910. Gli ha risposto (ieri) il signor Capece, addetto stampa della Federscacchi, riportando quanto pubblicato dalla Rivista Scacchistica nel fascicolo di febbraio 1911.

Molinella. In questo minuscolo paese della provincia di Bologna esiste un piccolo ma attivo circolo scacchistico. Ne è l’anima il buon giocatore sig. Giuseppe Benvenuti (figlio di Giovanni, NdR), che prese parte al torneo minore di Milano nel 1906, vincendo se non erriamo, il 4’ premio. Il circolo possiede una bella sede con buon materiale scacchistico e riceve nel 1910 la visita del circolo di Bologna nonché quella del maestro Max Albin a cui fu vinta una bella partita. Causa lo scarso numero di giocatori la maggiore attività del circolo si è rivelata nelle partite per corrispondenza ove è realmente instancabile e crediamo che detenga il record tra tutti i circoli d’Italia per il maggior numero di partite per corrispondenza giocate nel 1910. Esso infatti giocò con l’ing. Miliani, con l’avv. Vignoli e con i circoli di Bologna, Torino, Verona, Como, Roma e Terni. Attualmente sta giocando con alcuni giocatori del circolo scacchistico fiorentino”.

Nel fascicolo di aprile 1911, scrive ancora Capece, si dice che “il forte scacchista torinese dott. Adorni, di passaggio da Molinella, giocò con Benvenuti un match di 6 partite: 2 vinte, 2 pari, due perse. Una partita per corrispondenza Molinella-Como finita pari venne commentata dal celebre Perlasca (…).

La ricerca di Rubbini va ad integrare la Storia del Gioco degli Scacchi a Molinella, che l’ingegner Selmi scrisse per il caffè nel marzo del 1999 e che vi riproponiamo qui sotto.

 

   Peppino Benvenuti e un foglietto segnapunti



STORIA MOLINELLESE DEL GIOCO DEGLI SCACCHI

La passione per il nobile gioco fu portata a Molinella da Giuseppe Benvenuti (Peppino) all’inizio del 900. Dall’anagrafe risulta che Peppino Benvenuti nacque a Molinella il 18/11/1881, da Giovanni e da Casanova Anna (Agata) e fu presumibilmente Giovanni che da Peio, nell’Alta Valle del Noce, trasferì la famiglia nel nostro paese, forse nel periodo 1870-1880.
I Benvenuti erano artigiani specializzati nella lavorazione del rame e del ferro, un’arte in cui, a quei tempi in quella zona del Trentino esistevano veri maestri.
Da “
La Val di Sole”, di Quirino Bezzi, si legge che tanto i Benvenuti, quanti i Casanova, figurano “tra le famiglie dei Pio che si distinsero negli ultimi secoli”. Si legge inoltre che un “Don Pietro Casanova fu nel 1849 cassiere di Garibaldi durante l’eroica difesa della Repubblica Romana” e che “nel 1789 il campanile della Chiesa di San Giorgio (in Peio) venne dotato di un orologio costruito da Giuseppe Benvenuti…”, indubbiamente antenato del nostro concittadino. Entrambi i genitori di Peppino Benvenuti appartenevano quindi a famiglie di tutto rispetto.
A Molinella Peppino Benvenuti continuò l’attività del padre ed aprì inoltre un negozio di ferramenta nella centrale Via Mazzini, dove attualmente si trova la ferramenta F.lli Rossi; l’abitazione era al piano superiore, mentre la bottega artigianale si trovava nel retrostante caseggiato.

 

Giuseppe Benvenuti, gran giocatore di scacchi

Molto probabilmente Peppino apprese le regole del gioco dal padre stesso, che però, da quanto mi risulta, non si occupò di questa disciplina. Peppino, invece, forse frequentando giocatori di Bologna o di altre città vicine, prese interesse al gioco e, evidentemente dotato della attitudine e della genialità necessarie, riuscì a raggiungere un buon livello di gioco. Molte delle sue partite le ricordo pubblicate su riviste dell’epoca.
Benvenuti, e pochi altri che incominciavano ad interessarsi al gioco, si trovavano al “
Caffè dei Signori” (Caffè Magli), ma più spesso si incontravano nella casa stessa del Maestro, dove con maggiore tranquillità si potevano analizzare i concetti fondamentali e le partite dei Grandi Campioni.
Non so in quali anni cominciarono questi incontri, posso comunque affermare che, al termine della Guerra ’15-’18, al gruppo si aggiunse un reduce bersagliere che presto diventò uno dei più promettenti allievi di Benvenuti: Giacomino Amadori.
Dopo il secondo conflitto mondiale, negli anni ’46-’47-’48, nei rari momenti in cui gli studi o altre attività potevano permettermelo, anch’io frequentai qualche volta la casa di Benvenuti; le regole del gioco le avevo conosciute fin da bambino ed avevo già avuto l’occasione di incontrare un altro buon giocatore di Bologna, ma ancora ricordo con quale chiarezza Benvenuti riuscì a farmi comprendere l’importanza posizionale dei vari pezzi sulla scacchiera.
In casa Benvenuti conobbi tutti gli scacchisti molinellesi di allora: oltre al già citato Amadori, ricordo Peppino Callegari, il Rag. Venturoli, Pippo Massarenti, Peppino Gottellini e soprattutto il Sig. Nino Versari, che trasferito per lavoro da Casalecchio a Molinella, si era ben presto aggiunto al gruppo (forse nel periodo ’40-’41) e ben presto diventò il più tenace ed appassionato sostenitore del gioco.

 

Il primo Circolo Scacchistico Molinellese “G. Benvenuti” al Caffè Centrale

Giuseppe Benvenuti morì a Molinella nel luglio 1948, all’età di 67 anni.
Gli allievi di Benvenuti continuarono ovviamente a giocare a scacchi e, soprattutto trascinati dall’attivissimo Sig. Versari, mi pare nel 1950, decisero di costituire “Il Circolo Scacchistico Molinellese”, intestato a G. Benvenuti, con sede presso il Caffè Centrale (ora Pizzeria Duemila). I soci, se ben ricordo, erano circa 40 e l’attività fu inizialmente intensissima: tornei sociali, incontri a squadre con Ferrara, Bologna, Forlì, ecc., tornei a squadre.
Gli incontri più significativi furono però quelli disputati a Sirmione del Garda negli anni 1952-1953-1954-1955: erano Tornei Internazionali a squadre di 4 giocatori, cui la nostra formazione, ovviamente sponsorizzata, poté partecipare ottenendo anche risultati soddisfacenti e, sinceramente, superiori alle aspettative. Non nascondo che, quando sentivamo al megafono chiamare al tavolo di gioco “Molinella contro Nizza” o contro “Lientz” o contro “Montecarlo” e qualcuno, guardandosi intorno, si chiedeva da dove saltasse fuori questo “Molinella”, ci sentivamo nello stesso tempo emozionati ed orgogliosi.
Oltre al sottoscritto e a Versari, presenti ogni anno, si alternarono in squadra Sergio Mazzoni, Sergio Bottoni, Giuliano Colacito, Peppino Gottellini, Giuseppe Totti e forse qualche altro che non ricordo.
Dopo il 1955 l’attività del Circolo chiuse i battenti, anche se, singolarmente, i più tenaci continuarono, anche aggregandosi a squadre della città.

 

Anno 1973 – Riapertura del Circolo Scacchistico “G. Benvenuti” alla Torretta

Nel 1972 venne disputata quella che fu definita “La Sfida del secolo”, cioè l’incontro per il titolo mondiale di scacchi tra il detentore russo Boris Spasskji e lo sfidante statunitense Robert Fischer. Le 21 partite dell’incontro vennero disputate a Reykjavik: l’americano si impose sul russo con il punteggio di 12,5 a 8,5.
Quell’incontro apparentemente insignificante per lo scacchismo molinellese, fu invece il principale promotore della ricostituzione del nostro Circolo. Gli americani, come al solito ottimi pubblicisti, avevano infatti tanto intelligentemente propagandato la
“Sfida del Secolo”, così da ingenerare una epidemica diffusione di un gioco che, fino a quel momento, in Italia era quasi completamente ignorato.
Si vedevano tanti giovani camminare per strada con la scacchiera sottobraccio e l’espressione assorta dei grandi pensatori, non c’era un bar in cui almeno un tavolo non fosse impegnato da una scacchiera.
Pensai che quello fosse il momento buono per riaprire un dialogo scacchistico a Molinella ed ebbi l’idea di organizzare il 1° Torneo Scacchistico Interbar. Il risultato fu superiore alle aspettative: al Torneo, disputatosi nel periodo Dicembre 72 - Gennaio 73, parteciparono 48 giocatori, suddivisi in 8 squadre, costituite da 4 titolari e 2 riserve.
Il torneo fu disputato nel salone della “Torretta”: la vittoria andò alla Squadra “A” del Bar Stazione, frequentatissimo a quell’epoca.
Sullo slancio del riuscitissimo torneo fu così ricostituito “Il Circolo Scacchistico Molinellese “G. Benvenuti”, con sede alla Torretta. Furono organizzati tornei interni individuali e tornei esterni a squadre, con ottimi risultati.
Dopo poco tempo, per ragioni che non conosco, fu deciso di trasferire il Circolo dalla “Torretta” al “Morfeo”. L’entusiasmo iniziale si smorzò ben presto e la attività di gruppo cessò rapidamente, alla fine del 1974.

 

  

L'ing. Carlo Selmi e Roberto Rubbini

 

 

Il torneo individuale al Circolo “Amici dell’Arte”

Verso la fine degli anni settanta il Circolo “Amici dell’Arte” si trasferì nella attuale sede di Via Mazzini, dotata di locali sufficientemente ampi e adatti per un’ulteriore ripresa della sopita attività scacchistica.
Con il benestare del Consiglio Direttivo del Circolo Amici dell’Arte e la collaborazione di qualche altro socio appassionato del gioco, nel 1986 si organizzò un nuovo torneo, soprattutto a scopo promozionale, per giocatori anche principianti o, comunque, “non classificati” nelle graduatorie della F.S.I. (Federazione Scacchistica Italiana).
Alla gara, denominata “1° Torneo individuale “Amici dell’Arte”, parteciparono 24 giocatori e si concluse con la vittoria di Mauro Vecchiettini.
Questa volta però al primo torneo ne seguirono altri, puntualmente ogni anno, con la partecipazione di un sempre discreto numero di giocatori, soprattutto provenienti da altri anche lontani Comuni. Anche la tecnica di gioco si è affinata e da qualche anno la partecipazione al torneo è stata estesa fino ai giocatori appartenenti alla 1^ Categoria Nazionale.

Carlo Selmi

Molinella, 31 marzo 1999

 

 

 





 

   

 

 

   

 

 

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